Sbarchi a Crotone, fermati tre presunti scafisti dopo le indagini della Polizia e della Guardia di Finanza
I provvedimenti dopo l'arrivo di 86 migranti in due distinti sbarchi. Decisive le testimonianze raccolte e l'analisi dei telefoni cellulari per ricostruire le traversate partite da Libia e Turchia
Tre presunti scafisti sono stati fermati dagli agenti della Questura di Crotone e dai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza al termine di un'attività investigativa avviata dopo due distinti sbarchi avvenuti nei primi giorni di giugno. Il primo approdo si è registrato il 1° giugno con l'arrivo di 29 migranti, mentre tre giorni dopo altre 57 persone sono giunte nel porto di Crotone. Dopo le prime cure sanitarie, tutti i migranti sono stati trasferiti al Regional Hub di Isola Capo Rizzuto per le procedure di identificazione e accoglienza.
L'indagine coordinata dalla Procura di Crotone
L'attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, si è concentrata sulla ricostruzione delle rotte seguite dalle imbarcazioni partite dalla Libia e dalla Turchia e sull'individuazione dei responsabili dell'organizzazione e della conduzione dei viaggi verso le coste italiane. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire tutte le fasi della traversata, dalla partenza fino allo sbarco in Calabria.
Decisive le testimonianze dei migranti
Determinante per l'identificazione dei presunti scafisti è stato il contributo fornito da alcuni migranti, che hanno raccontato agli investigatori dettagli utili a individuare i responsabili della navigazione. Le dichiarazioni raccolte sono state supportate dall'analisi dei telefoni cellulari sequestrati, dai quali sono emersi ulteriori elementi sui ruoli svolti a bordo durante il viaggio clandestino. Sulla base degli indizi raccolti, tre cittadini di origine sudanese, egiziana e siriana sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria e trasferiti nel carcere di Crotone, dove restano a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e identificare altri soggetti coinvolti nell'organizzazione dei viaggi.