Sanità, migliorano i Lea ma restano i divari tra le Regioni
La medicina interna richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare la rete territoriale: la sfida riguarda anche la Calabria
Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) 2024 restituisce un quadro in chiaroscuro della sanità italiana. Da un lato si registra un miglioramento complessivo delle prestazioni, favorito dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e dal rafforzamento dei servizi sanitari di prossimità; dall'altro, permangono significative differenze tra le Regioni, che continuano a incidere sull'equità di accesso alle cure e sulla qualità dell'assistenza garantita ai cittadini.
La Calabria tra le Regioni chiamate a ridurre il divario
Il tema riguarda da vicino anche la Calabria, impegnata nel percorso di rafforzamento del sistema sanitario e nella riorganizzazione della rete territoriale. Secondo gli esperti, sarà fondamentale proseguire con l'integrazione tra ospedali e medicina del territorio, migliorando la presa in carico dei pazienti cronici, anziani e fragili. L'obiettivo è garantire cure più vicine ai cittadini, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e assicurare una maggiore continuità assistenziale, soprattutto nelle aree più periferiche.
Il ruolo della medicina interna
Per Nicola Montano, presidente della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), la crescente complessità dei pazienti impone nuovi modelli organizzativi. Gli internisti, chiamati ogni giorno a gestire persone con più patologie e bisogni assistenziali complessi, dovranno operare in stretta sinergia con la medicina territoriale per offrire percorsi di cura più efficaci e continuativi. La sfida, conclude Montano, è garantire a tutti i cittadini gli stessi standard di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure, indipendentemente dalla Regione di residenza, riducendo le disuguaglianze ancora presenti nel Servizio sanitario nazionale.