Nuovi e pesanti sviluppi emergono dall’ultima puntata de Le Iene, andata in onda ieri sera. L’inviata Nina Palmieri prosegue l’inchiesta sui coniugi Giuseppe e Maria Bonanata e sulla gestione della casa in cui da anni vive l’avvocato Rosalba Amato. Un immobile che, secondo quanto ricostruito, sarebbe spettato di diritto alla figlia Patrizia e che invece sarebbe stato sottratto con l’inganno.

Alla morte dei genitori, Patrizia avrebbe scoperto un’altra verità sconvolgente: i conti correnti di famiglia risultavano svuotati per una somma vicina ai 120 mila euro. Intanto, nonostante sia passato oltre un anno, la donna si trova ancora ospite in una struttura, mentre la vicenda approda finalmente in tribunale: dopo il servizio televisivo, l’avvocato Rosalba Amato è stata rinviata a giudizio, con udienza fissata per il prossimo 26 febbraio.

A rendere il quadro ancora più inquietante è l’esito dell’autopsia sui coniugi Bonanata, che sarebbero stati rinvenuti in stato di grave disidratazione e cachessia, segni di un progressivo e drammatico decadimento fisico. Nel servizio è stata intervistata anche Antonella Civale, avvocata e amica di Rosalba Amato, che avrebbe firmato sia la richiesta di interdizione di Patrizia sia il passaggio di proprietà della casa, atti oggi al centro dell’attenzione investigativa.


Una storia drammatica, inquietante e complessa

È una storia dai contorni sempre più oscuri quella raccontata dall’inviata de Le Iene Nina Palmieri, tornata più volte a Castrovillari per fare chiarezza su una vicenda che coinvolge una giovane donna e la sua famiglia, tra presunti abusi, isolamento forzato e gestione opaca di beni e patrimoni.

La storia di Patrizia: dalla scomparsa al ritrovamento in strutture sanitarie

Tutto ha inizio nell’estate del 2021, quando Patrizia scompare improvvisamente insieme ai suoi anziani genitori. Per mesi non si hanno più notizie di loro, fino a quando emerge una realtà scioccante: Patrizia viene ritrovata all’interno di una struttura sanitaria per persone con problemi psichiatrici, mentre i genitori vengono collocati separatamente in una RSA.

Una decisione che lascia sgomenti amici e conoscenti, soprattutto perché, secondo chi la conosceva, Patrizia era una donna lucida, autonoma e perfettamente in grado di badare a sé stessa.

Il ruolo controverso dell’avvocato Rosalba Amato

Secondo l’inchiesta de Le Iene, al centro della vicenda ci sarebbe l’avvocato Rosalba Amato, che avrebbe avuto un ruolo determinante nel collocamento di Patrizia in struttura, presentandola come incapace di intendere e di volere. Tuttavia, come evidenziato dal servizio, non risulterebbero certificazioni mediche o provvedimenti giudiziari tali da giustificare un ricovero così drastico.

Gli sviluppi dopo il primo servizio

Dopo il primo servizio televisivo, Patrizia è riuscita a uscire dalla struttura psichiatrica, dimostrando piena lucidità e autosufficienza. Il ritorno delle telecamere di Nina Palmieri ha permesso di approfondire ulteriormente la vicenda, facendo emergere incongruenze e zone d’ombra sempre più evidenti.

Domande ancora aperte e richiesta di giustizia

Resta aperta una domanda fondamentale: come è stato possibile che una persona, senza una diagnosi certa, sia stata privata della propria libertà e dei propri beni? Chi ha realmente beneficiato di queste decisioni?

Sono interrogativi che il servizio de Le Iene continua a porre con forza, mentre Patrizia attende che venga fatta piena luce su una vicenda che ha segnato profondamente la sua vita e quella dei suoi genitori.

Il ruolo fondamentale dell’informazione

Questo caso conferma ancora una volta il valore del giornalismo investigativo. L’inchiesta de Le Iene ha portato all’attenzione pubblica una storia che rischiava di restare nascosta, dando voce a chi per troppo tempo non ne ha avuta.

La storia di Patrizia è oggi il simbolo di una battaglia per i diritti civili e per la tutela delle persone più fragili. Una battaglia che chiede verità, responsabilità e giustizia.