A San Lucido, affacciata verso il mare, la statua di Cilla è molto più di un’opera artistica: è un frammento di memoria collettiva trasformato in immagine. Realizzata dallo scultore Salvatore Plastina, originario di Fuscaldo, l’opera raffigura una donna protesa verso l’orizzonte, con il corpo e le braccia rivolti al Tirreno, quasi a cercare ancora qualcuno tra le onde. La statua si trova in uno degli affacci più panoramici del borgo, nell’area di piazzetta Miramare, ai piedi della fortezza dei Ruffo, ed è legata a una delle leggende più conosciute della tradizione sanlucidana. Secondo Calabriaportal, l’opera fu inaugurata dall’amministrazione comunale l’8 marzo 2014.

La leggenda di Cilla e Tuturo

La storia tramandata racconta di Cilla, giovane donna di San Lucido, figlia di un pescatore e innamorata di Tuturo, anche lui uomo di mare. I due si sposarono nonostante Cilla conoscesse bene i pericoli legati alla vita dei pescatori. Una notte, però, Tuturo uscì in barca per lavorare e non fece più ritorno. Cilla lo attese invano, consumata dall’angoscia, fino a quando, secondo la leggenda, si gettò dalla rupe nel tentativo disperato di raggiungerlo o ritrovarlo nel mare. In alcune varianti del racconto, al dolore per la perdita del marito si aggiunge anche quello per il figlio, destinato allo stesso tragico rapporto con il mare. Nelle notti di tempesta, secondo la tradizione popolare, le grida di Cilla continuerebbero a confondersi con il vento e con il rumore delle onde.

Un simbolo del borgo e della memoria marinara

La forza della statua sta nella capacità di trasformare una leggenda locale in un’immagine immediata e universale. Cilla non rappresenta soltanto una donna distrutta dal dolore, ma anche le madri, le mogli e le famiglie che per generazioni hanno vissuto il mare come fonte di vita e, allo stesso tempo, come luogo di rischio e perdita. Per questo il monumento è diventato in poco tempo uno dei simboli di San Lucido, visibile anche dal lungomare e inserito in un percorso ideale che unisce centro storico, rotonda panoramica, chiesa di San Giovanni Battista e memoria marinara. La statua conserva così il valore di un racconto antico: una storia sospesa tra mito e realtà, capace ancora oggi di parlare ai visitatori e di raccontare l’identità profonda di un paese affacciato sul Tirreno.