Si accende il confronto interno al Partito Socialista Italiano nella provincia di Cosenza. Il segretario provinciale Franz Caruso interviene duramente all’indomani dell’assemblea socialista svoltasi a Rende, alla presenza del segretario nazionale Enzo Maraio. Al centro della polemica, la partecipazione di Giacometto Mancini, definita da Caruso “tutt’altro che neutra” e politicamente strumentale.

Le accuse di strumentalizzazione e incoerenza politica
Caruso contesta il richiamo ai valori socialisti da parte di Mancini, ritenendolo incoerente rispetto a scelte politiche passate. “I valori socialisti non si evocano a convenienza, si praticano con coerenza”, sottolinea, evidenziando come il passaggio verso altre aree politiche renda poco credibile ogni rivendicazione identitaria. Il segretario provinciale ribadisce il proprio percorso politico, rivendicando oltre cinquant’anni di militanza improntata a coerenza, appartenenza e difesa della giustizia sociale.

Il tema dell’unità del centrosinistra e le critiche organizzative
Nel mirino anche le modalità organizzative dell’assemblea, che secondo Caruso avrebbero rischiato di trasformare un momento di confronto in un’occasione poco inclusiva. Particolare rilievo viene dato all’assenza dei segretari regionali degli altri partiti del centrosinistra, interpretata come un segnale che indebolisce il senso di un’iniziativa che dovrebbe invece favorire il dialogo e la condivisione politica.

Un richiamo ai valori fondanti del socialismo
Caruso conclude ribadendo che il Partito socialista non può essere terreno di scontri personali o di ridefinizione di equilibri interni, ma deve restare una comunità politica fondata su libertà, democrazia, solidarietà e rispetto istituzionale. “Quando si lavora non per costruire ma per dividere – afferma – si esce dal perimetro dei valori socialisti”. Un messaggio netto che rilancia il tema della coerenza come elemento centrale dell’identità politica.