Fuga dei giovani dal Mezzogiorno: Tridico attacca Occhiuto, “La realtà smentisce la narrazione social”
Nel confronto politico si inserisce anche il riferimento alla gestione dei fondi europei
«Occhiuto racconta su Instagram una Calabria che i suoi giovani stanno lasciando». È la dura accusa dell’europarlamentare Pasquale Tridico, già candidato alla presidenza della Regione, che torna a puntare l’attenzione sul fenomeno dell’emigrazione giovanile nel Sud Italia, citando dati Istat rilanciati da Il Sole 24 Ore.
Secondo le statistiche, dal 2019 il Mezzogiorno ha perso il 7,6% dei residenti tra i 18 e i 35 anni: circa 313 mila giovani in sei anni. Nello stesso periodo, il Nord Italia ha invece registrato una crescita del 4,8%, segnando un divario sempre più profondo tra le due aree del Paese.
In questo contesto, la Calabria risulta tra le regioni più colpite dal fenomeno. Le province di Crotone(-12,1%) e Reggio Calabria (-11,9%) fanno registrare i cali più significativi, mentre Cosenza si attesta attorno al -9%. Un dato particolarmente allarmante riguarda inoltre il profilo di chi parte: circa sei giovani su dieci sono laureati.
Per Tridico, questi numeri rappresentano “il vero banco di prova di qualsiasi amministrazione regionale”, più incisivo di qualsiasi comunicazione politica o contenuto social. «Mentre si moltiplicano i post, i video dei cantieri e le inaugurazioni, la Calabria continua a perdere la sua risorsa più preziosa: i giovani e le competenze», afferma.
L’europarlamentare sottolinea anche come i dati sui trasferimenti di residenza e sulle posizioni contributive confermino una tendenza strutturale: chi ha competenze e opportunità continua a scegliere di costruire il proprio futuro altrove.
Nel mirino anche alcune misure regionali, come il contributo da 500 euro destinato ai diplomati che scelgono di restare a studiare in Calabria. Una misura definita simbolica, ma insufficiente rispetto alla velocità del mercato del lavoro, che – secondo Tridico – “vince perché offre stipendi e prospettive concrete”. Da qui la provocazione sul cosiddetto “reddito di merito”, inteso come incentivo indiretto all’emigrazione verso le grandi città del Nord.
Un altro punto centrale della critica riguarda la provenienza dei fondi utilizzati per gli investimenti infrastrutturali e sociali. Molti dei progetti oggi rivendicati dalla Regione sarebbero finanziati da risorse europee, anche attraverso il PNRR, il programma di rilancio sostenuto dall’Unione Europea e gestito dall’Italia negli ultimi anni.
Su questo punto intervengono anche le analisi della Svimez, che evidenziano come per invertire la tendenza servano interventi strutturali su lavoro, servizi e welfare territoriale. «Servono asili nido, sanità territoriale efficiente, trasporti moderni e lavoro stabile», si sottolinea.
Tridico richiama inoltre le previsioni dell’Istat, secondo cui entro il 2034 il Sud potrebbe perdere un ulteriore 8,55% della popolazione under 35. «Un trend che non può essere ignorato», sostiene.
Infine, il tema della capacità attrattiva della regione: secondo i dati citati da Il Sole 24 Ore, il 94% degli imprenditori in Calabria è nato nel Mezzogiorno, segno di una scarsa capacità di attrarre capitale umano dall’esterno. Inoltre, un dirigente meridionale su quattro sceglie di lavorare tra Centro e Nord Italia.
Nel confronto politico si inserisce anche il riferimento alla gestione dei fondi europei: Tridico sottolinea il ruolo della programmazione europea e della politica di coesione dell’European Union, richiamando l’articolo 174 dei Trattati sulla riduzione dei divari territoriali.
La conclusione è un attacco diretto al presidente della Regione Roberto Occhiuto: «Continui pure a pubblicare reel e a tagliare nastri, ma i 313 mila giovani che hanno lasciato il Mezzogiorno sono la realtà che nessuna narrazione può cancellare».