False pizze “Made in Italy” sequestrate al porto di Barletta, perquisizioni anche a Reggio Calabria
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di circa 5mila pizze e pinse precotte provenienti dall’Albania. Nel mirino prodotti con indicazioni ritenute ingannevoli sull’origine italiana. Accertamenti e perquisizioni hanno interessa
Circa cinquemila prodotti alimentari precotti tra pizze e pinse commercializzati come presunto “Made in Italy” sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel porto di Barletta nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Trani.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i prodotti sarebbero arrivati in Italia a bordo di un tir proveniente dall’Albania. I finanzieri, durante i controlli sul mezzo pesante appena sbarcato, hanno individuato numerosi alimenti da forno confezionati con immagini, scritte e simboli che avrebbero potuto indurre i consumatori a credere che si trattasse di prodotti italiani.
Per la Procura risultano indagati un autotrasportatore e il destinatario della merce con l’accusa di introduzione nel territorio italiano di prodotti alimentari recanti indicazioni e denominazioni di origine contraffatte.
Coinvolta anche la Calabria nelle indagini
Uno degli aspetti che riguarda direttamente la Calabria emerge dallo sviluppo delle perquisizioni effettuate successivamente dagli investigatori.
Gli approfondimenti svolti sulla documentazione commerciale hanno infatti permesso di risalire ai destinatari della merce e di avviare ulteriori controlli in diverse città italiane, tra cui anche Reggio Calabria.
Proprio nel territorio reggino, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbero stati rinvenuti prodotti della stessa tipologia e con confezioni analoghe, riportanti indicazioni ritenute contraffatte sul “Made in Italy”.
Le verifiche hanno interessato anche le province di Napoli e Milano, nell’ambito di un’indagine che punta a ricostruire l’intera rete di distribuzione dei prodotti commercializzati con presunte indicazioni ingannevoli sull’origine italiana.
Il fenomeno del falso Made in Italy alimentare
L’operazione riaccende i riflettori sul fenomeno della contraffazione alimentare e sull’utilizzo improprio del marchio italiano nel settore agroalimentare.
Il “Made in Italy” rappresenta infatti uno degli elementi di maggiore richiamo commerciale sui mercati nazionali ed esteri, soprattutto nel comparto alimentare, dove qualità, territorialità e tradizione costituiscono fattori determinanti per le scelte dei consumatori.
Secondo gli investigatori, proprio l’utilizzo di confezioni, simboli e riferimenti grafici legati all’Italia avrebbe potuto trarre in inganno gli acquirenti sulla reale provenienza dei prodotti.
I prodotti devoluti in beneficenza
La Procura di Trani ha disposto la devoluzione in beneficenza degli alimenti sequestrati.
Le pizze e le pinse precotte saranno destinate alle Caritas di Barletta, Andria e Trani per essere distribuite alle famiglie in difficoltà del territorio provinciale.
Intanto proseguono gli accertamenti della Guardia di Finanza per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare la presenza di altri canali di distribuzione collegati alla commercializzazione dei prodotti oggetto dell’inchiesta.