A oltre dieci giorni dalla violenta esondazione del fiume Crati, le conseguenze dell’emergenza restano pesanti per intere comunità. Case invase dall’acqua, attività economiche ferme e famiglie ancora lontane dalle proprie abitazioni raccontano una situazione tutt’altro che risolta. I Comuni colpiti continuano a fronteggiare l’emergenza con risorse proprie, sostenendo costi straordinari per garantire sicurezza e primi interventi sul territorio.

L’appello dei sindaci per ristori e risposte certe
I sindaci di Santa Sofia d’Epiro e Tarsia, Daniele Atanasio Sisca e Roberto Ameruso, chiedono con decisione alle istituzioni competenti tempi chiari e procedure rapide per l’erogazione dei ristori destinati a enti locali, cittadini e imprese. Dopo la solidarietà ricevuta nei giorni successivi all’alluvione, sottolineano, è ora necessario passare ai fatti concreti per consentire una reale ripartenza economica e sociale delle aree colpite.

Le responsabilità e la richiesta di interventi strutturali
I primi cittadini evidenziano inoltre come ai danni provocati dall’esondazione si aggiungano criticità già segnalate in passato, tra cui la scarsa manutenzione del letto del fiume e la fragilità degli argini. Da qui l’invito alle istituzioni sovracomunali a mantenere alta l’attenzione e ad attivare interventi strutturali capaci di prevenire nuove emergenze, assicurando sostegno concreto alle comunità che continuano a vivere una fase di grande difficoltà.