CATANZARO – Nuovi accertamenti potrebbero aprire un ulteriore capitolo nella vicenda giudiziaria legata alla morte di Aurora Tila, la 13enne uccisa nel 2024 a Piacenza dall'ex fidanzato, all'epoca dei fatti quindicenne. La famiglia della ragazza ha presentato nelle scorse settimane una denuncia alla polizia di Piacenza dopo essere stata informata di una presunta attività sui social riconducibile all'imputato, attualmente detenuto nel carcere di Catanzaro.

Secondo quanto riferito, nella denuncia sarebbero stati allegati anche screenshot relativi all'attività social contestata. Il giovane avrebbe inoltre contattato una ragazza. Sarebbe stata proprio quest'ultima ad avvisare la sorella di Aurora, facendo emergere la vicenda.

La denuncia è ora al centro di un'attività investigativa che potrebbe essere trasmessa alla Procura per i minorenni di Catanzaro, competente in relazione alla posizione del giovane detenuto nel capoluogo calabrese.

La sentenza d'appello

La notizia della denuncia arriva a poche ore dalla sentenza pronunciata ieri a Bologna nel processo d'appello per l'omicidio di Aurora Tila.

La Corte ha ridotto da 17 a 15 anni la pena inflitta al ragazzo, che al momento dei fatti aveva 15 anni. La decisione rappresenta l'ultimo sviluppo del procedimento relativo all'omicidio della tredicenne, una vicenda che aveva suscitato grande emozione e attenzione pubblica.

Gli accertamenti sull'attività social

La famiglia di Aurora, assistita dall'avvocato Emilio Malaspina, ha deciso di rivolgersi alla polizia dopo essere stata informata dei presunti contatti e della pubblicazione o condivisione di contenuti attraverso i social network.

Gli screenshot consegnati agli investigatori dovranno ora essere verificati per accertarne autenticità, provenienza e modalità di pubblicazione. Saranno inoltre gli accertamenti a stabilire se l'attività contestata sia effettivamente riconducibile al detenuto e attraverso quali strumenti sia stata eventualmente realizzata.

La circostanza assume particolare rilievo anche perché il giovane si trova attualmente detenuto in Calabria.

L'inchiesta passa agli organi competenti

L'attività investigativa è ancora in corso. Secondo quanto emerso, gli atti potrebbero essere trasmessi alla Procura per i minorenni di Catanzaro, alla quale spetterà valutare gli eventuali profili di propria competenza.

La vicenda si inserisce così in un quadro giudiziario già segnato dalla sentenza d'appello pronunciata a Bologna, mentre per la famiglia di Aurora si apre ora un nuovo fronte legato ai presunti comportamenti tenuti dal giovane durante la detenzione.

Per il momento, ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata dagli organi competenti. La denuncia e gli screenshot rappresentano infatti elementi sottoposti alle verifiche investigative, non una conclusione definitiva sull'accaduto.