Peculato in un Comune del Vibonese, sequestri per oltre 462 mila euro a undici indagati
L'inchiesta della Procura di Vibo Valentia avrebbe portato alla scoperta di un presunto sistema di distrazione di fondi pubblici attivo per anni. Sotto sequestro conti correnti, immobili e altri beni.
Un presunto sistema di appropriazione indebita di risorse pubbliche avrebbe sottratto oltre 462 mila euro dalle casse di un ente locale delle Serre Vibonesi. Nelle prime ore della mattinata di martedì 10 giugno, i Carabinieri e la Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di undici persone indagate nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
L'attività investigativa ha preso avvio nell'ottobre del 2024, dopo una segnalazione presentata da alcuni amministratori dell'ente pubblico che avevano rilevato presunte incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dal Comune e gli effettivi beneficiari delle somme erogate.
Oltre 228 mandati di pagamento ritenuti illeciti
Dopo i primi accertamenti, la Procura aveva già disposto sequestri preventivi per oltre 200 mila euro nei confronti dei primi soggetti coinvolti. Successivamente le indagini sono state estese al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia che ha esaminato in modo approfondito la contabilità dell'ente relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2025.
Gli investigatori avrebbero individuato oltre 228 mandati di pagamento ritenuti irregolari. Secondo l'ipotesi accusatoria, il principale indagato, un ex responsabile dell'area Affari Generali del Comune, risponderebbe del reato di peculato per essersi appropriato autonomamente di circa 179 mila euro e, in concorso con altri dieci indagati, di ulteriori somme per oltre 283 mila euro.
Le verifiche avrebbero inoltre fatto emergere un meccanismo articolato attraverso il quale risorse pubbliche sarebbero state drenate a favore dell'ex dipendente comunale e di altri soggetti privati, tra cui imprenditori, associazioni ed enti.
Al centro dell'inchiesta il presunto utilizzo di falsi mandati
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il principale indagato avrebbe gestito direttamente per anni le procedure di liquidazione e pagamento dell'ente, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e operando sui sistemi contabili dell'amministrazione.
L'ipotesi investigativa è che le somme siano state distratte attraverso la predisposizione e la liquidazione di falsi mandati di pagamento in favore di soggetti privi di qualsiasi titolo creditorio e in assenza della necessaria documentazione giustificativa.
In alcuni casi i destinatari dei pagamenti sarebbero risultati completamente estranei alla vicenda, mentre in altre situazioni gli accertamenti avrebbero consentito di contestare il concorso nel reato di peculato insieme all'ex funzionario comunale.
Sequestrati conti correnti, immobili e beni mobili
Al termine delle indagini, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro di liquidità e, in via alternativa, per equivalente, di beni nella disponibilità degli undici indagati fino alla concorrenza dell'importo complessivo contestato.
Il provvedimento ha riguardato conti correnti, immobili e altri beni mobili registrati riconducibili ai soggetti coinvolti.
L'operazione rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi mesi nel contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione nel Vibonese e testimonia la collaborazione tra Procura della Repubblica, Carabinieri e Guardia di Finanza nella tutela delle risorse pubbliche.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dalla legge, gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.