Il duale: Un valore dimenticato
Dalla regola grammaticale ad una lezione di umanità
Venerdì 5 giugno verrà presentato, nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza alle 17, il volume "C'era una volta il duale… La lingua perduta dell'amore". In occasione di questo evento ospitiamo l'intervento di due studentesse che hanno partecipato alla stesura del testo.
***
Tra le tante eredità lasciate dalle lingue antiche, il duale è forse una delle più affascinanti e dimenticate. Ed è proprio da questa riflessione che nasce “C’era una volta il duale… La lingua perduta dell’amore”, un progetto editoriale che ha trasformato lo studio del greco antico in un’esperienza di ricerca, dialogo e crescita condivisa.
Questa particolare caratteristica grammaticale, utilizzata per indicare esattamente due, custodisce un messaggio incredibilmente attuale.
Essa infatti esprimeva un legame inseparabile tra due entità, la cui unità si realizza proprio nella dualità.
Poter prendere parte alla stesura di questo libro è stato notevolmente formativo e illuminante. L’esperienza della composizione collettiva ha dimostrato quanto il confronto possa arricchire il pensiero: ogni osservazione, ogni correzione, ogni discussione ha contribuito a dare maggiore profondità alle parole stesse. Il testo finale non è nato dalla voce di uno soltanto ma dall’incontro di sensibilità differenti.
Questo progetto è nato e maturato dall’idea e dalla cura sensibile e appassionata della prof.ssa Daniela Filice, nostra docente, che ha saputo trasformare lo studio delle lingue antiche in un’esperienza profondamente umana e formativa. Filo conduttore è la volontà di dimostrare che il greco non appartiene al passato ma trasmette messaggi capaci di parlare oggi, alle nuove generazioni.
Abbiamo insieme compiuto un viaggio di ricerca e di scoperta nella lingua greca. Essa ci offre infinite strade da percorrere: alcune sono più nascoste e dimenticate, ma sono tra le più affascinanti, ed è grazie ai giusti docenti che noi studenti possiamo scovarle e attraversarle.
Abbiamo scoperto come dietro certe strutture grammaticali si nascondano vere concezioni della vita e come la lingua suggerisca modi diversi di costruire le relazioni umane.
La docente ci ha guidato in un percorso che va oltre la grammatica, poiché ci ha insegnato a riconoscere il valore delle parole, del dialogo e del pensiero condiviso.
Da ciò si sviluppa una consapevolezza importante: il linguaggio prende forma attraverso la condivisione. Le parole acquistano peso quando vengono condivise con gli altri, ascoltate e comprese. Senza dialogo la lingua resta incompleta.
Le storie greche più significative raccontate e rielaborate da noi studenti hanno preso vita e si sono dimostrate profondamente attuali. Ci siamo immersi in un mondo antico che ci ha permesso di riflettere sul mondo moderno.
In un’epoca dominata dall’individualismo e dal rumore incessante dei social network, il duale ci ha insegnato a dare valore al “noi”, a non perderci nella superficialità, a ricordare che non siamo soli, ma che dobbiamo solo cercare ciò che ci completa.
Il duale assume quasi il valore di una provocazione culturale. Ricorda che i momenti più autentici nascono spesso nella semplicità di un rapporto.
Questo percorso ci ha dimostrato che il greco non è solo regola, declinazioni, coniugazioni, ma pura emozione, lingua viva che parla anche di noi; ci ha reso possibile considerare sotto una nuova luce la lingua che studiamo tutti i giorni; ci ha permesso di cogliere il suo valore assoluto e atemporale, quel “τὸ αἰώνιον ἐν τῷ προσκαίρῳ” (eterno nel temporaneo) di memoria platonica.
Siamo diventati noi stessi, dalla nostra aula, esploratori della lingua greca. Importante è il risultato di questa ricerca, ma ancor di più la ricerca stessa, che è diventata occasione di riflessione, confronto e crescita.
E’ questa, forse, la lezione più preziosa lasciata dal duale: alcune realtà esistono pienamente soltanto quando vengono condivise. E in una società in cui si comunica continuamente ma ci si comprende sempre meno, recuperare il significato e riscoprire il valore del “noi due” non è solo una lezione di lingua antica, ma una lezione di umanità.
Questo libro, che è nato tra i banchi di scuola, si è trasformato in un bellissimo viaggio alla scoperta dell’infinita sublimità del greco che ora si realizza concretamente tra le pagine.
Il viaggio non si conclude qui: i greci avranno sempre qualcosa da raccontarci, e oggi abbiamo imparato ad ascoltarli.
Francesca Caiello 3^ D
Sophia Granieri 2^ D
Liceo Classico B. Telesio Cosenza