Carcere di Rossano, intercettato pacco con 300 grammi di hashish destinato a un detenuto
La droga era già suddivisa in dosi. I sindacati della Polizia penitenziaria chiedono più personale e maggiori strumenti per contrastare lo spaccio interno

La Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Rossano, a Corigliano-Rossano, ha intercettato un pacco postale indirizzato a un detenuto appartenente al circuito di “Media sicurezza”. All’interno sono stati rinvenuti e sequestrati circa 300 grammi di hashish. A rendere noto l’episodio, attraverso due comunicati distinti, sono stati il segretario locale dell’Alleanza sindacale Polizia penitenziaria, Giuliano Gasparro, e il Sappe.
«Dosi già pronte per lo spaccio»
Secondo il segretario regionale dell’Alsippe, Roger Durante, il quantitativo di stupefacente sequestrato non sarebbe stato destinato al consumo personale. La droga, infatti, sarebbe stata già confezionata e suddivisa in singole dosi. Una modalità che, secondo il sindacato, lascia ipotizzare la possibile esistenza di un’attività di spaccio all’interno dell’istituto penitenziario, con il rischio di alimentare dinamiche di potere, credito e profitti illeciti tra i detenuti. Durante ha inoltre sottolineato come il risultato sia stato raggiunto in un contesto caratterizzato da carenze di organico, limitate dotazioni tecnologiche e criticità legate al sovraffollamento.
Il Sappe chiede più personale e maggiore sicurezza
Sulla vicenda sono intervenuti anche Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale. Secondo i due rappresentanti sindacali, è plausibile ritenere che la sostanza fosse destinata ad altri reclusi e che il carcere rischi di trasformarsi in una vera e propria piazza di spaccio interna. Da qui la richiesta di rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria, soprattutto negli istituti dove il numero degli agenti viene ritenuto insufficiente, con inevitabili conseguenze sui livelli di sicurezza e sulle attività di prevenzione.