Carlo Guccione
Carlo Guccione

Torna al centro del dibattito il futuro del depuratore di Coda di Volpe, nel comune di Rende. A rilanciare il tema è Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, che richiama l’attenzione sulla necessità di accelerare il potenziamento dell’impianto, ritenuto fondamentale per lo sviluppo dell’area urbana Cosenza-Rende e dell’intera Valle del Crati.

Secondo quanto evidenziato da Guccione, la delibera Cipe numero 60 del 2012 aveva già previsto uno stanziamento di 37 milioni di euro attraverso il project financing per aumentare la capacità di depurazione dell’impianto gestito dal Consorzio Valle Crati. A distanza di oltre quattordici anni, però, l’intervento non è ancora partito.

Depurazione e infrazioni europee

La mancata realizzazione dell’opera continua ad avere conseguenze rilevanti anche sul piano normativo e ambientale. L’Italia è infatti ancora interessata da procedure di infrazione comunitaria legate alle carenze nel trattamento delle acque reflue e, tra le criticità segnalate, vi sarebbe anche il sistema di depurazione collegato a Coda di Volpe.

Una situazione che comporta per il Paese il pagamento di sanzioni economiche e che, secondo Guccione, richiede una risposta immediata per consentire al territorio di uscire definitivamente da una condizione di ritardo rispetto agli standard europei.

Un investimento per il fiume Crati e la qualità ambientale

Il progetto di potenziamento punta ad aumentare l’efficienza e la capacità dell’impianto, migliorando il trattamento delle acque provenienti dalle aree urbane e produttive della Valle del Crati.

L’intervento consentirebbe una maggiore tutela del fiume Crati, la riduzione dell’impatto ambientale degli scarichi e il pieno rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di depurazione.

Per Guccione, la questione non può essere considerata esclusivamente ambientale, ma rappresenta una delle infrastrutture chiave per il futuro del territorio.

Un’opera decisiva per imprese e occupazione

Il depuratore di Coda di Volpe svolge infatti una funzione strategica anche per il tessuto produttivo locale. L’impianto serve l’area industriale di Rende, quella di Zumpano e numerose altre zone produttive della Valle del Crati.

La presenza di infrastrutture moderne ed efficienti viene considerata indispensabile per attrarre nuovi investimenti, sostenere le aziende già operative e favorire la creazione di nuova occupazione.

Secondo il dirigente del Pd, senza un adeguato sistema di depurazione diventa difficile programmare l’espansione delle attività produttive e incentivare nuovi insediamenti imprenditoriali.

La richiesta di una task force tra Regione e Consorzio

Per superare i ritardi accumulati negli anni, Guccione propone l’istituzione immediata di una task force tra Regione Calabria e Consorzio Valle Crati.

«Bisogna istituire subito una task force tra il Consorzio Valle Crati e la Regione Calabria per fare partire immediatamente i lavori e consentire al territorio di uscire definitivamente dalla procedura di infrazione europea legata alla depurazione», afferma.

Secondo Guccione è necessario avviare un’azione coordinata e tempestiva, capace di superare gli ostacoli burocratici e amministrativi che continuano a rallentare l’avvio dell’opera.

Una priorità per il futuro della Valle del Crati

Tra le priorità indicate vi sono la semplificazione dei percorsi autorizzativi e il rafforzamento della collaborazione tra tutti gli enti coinvolti.

Per Carlo Guccione, il completamento e il potenziamento del depuratore di Coda di Volpe devono rappresentare una priorità assoluta per l’intero territorio, considerati i benefici che l’intervento potrebbe generare in termini di tutela ambientale, qualità della vita dei cittadini e competitività del sistema economico della Valle del Crati.