La Calabria si conferma tra i territori italiani maggiormente esposti agli incendi boschivi, con un’emergenza che nel 2026 si è manifestata già nei mesi precedenti all’avvio ufficiale della campagna antincendio. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, dal primo gennaio al 15 giugno nella regione sono stati registrati 156 incendi, che hanno distrutto complessivamente 1.543 ettari di territorio. Un dato che colloca la Calabria subito dopo la Sicilia, dove nello stesso periodo sono andati in fumo 4.769 ettari a causa di 175 roghi. Temperature elevate e condizioni climatiche sempre più estreme stanno infatti prolungando la stagione critica, facendo comparire focolai rilevanti anche durante l’inverno e la primavera.

In fumo anche aree di grande valore naturalistico

Il fenomeno non interessa soltanto boschi e campagne, ma coinvolge anche zone sottoposte a tutela ambientale. In Calabria sono circa 800 gli ettari bruciati all’interno dei siti della rete Natura 2000, lo stesso dato registrato in Toscana e Campania. Il rapporto evidenzia inoltre la tendenza degli incendi a ripetersi sistematicamente negli stessi territori. Legambiente ha misurato per la prima volta questo fenomeno attraverso un indice di recidività comunale: i dieci Comuni sottoposti a particolare attenzione si trovano tutti tra Calabria e Sicilia. La concentrazione dei roghi nelle medesime aree rende più difficile il recupero degli ecosistemi e aumenta il rischio di nuovi danni ambientali, economici e paesaggistici.

Quasi 500 incendi in Italia, Legambiente chiede interventi

Nel complesso, in Italia sono stati censiti quasi 500 incendi nei primi cinque mesi e mezzo del 2026, con 9.545 ettari distrutti, una superficie equivalente a oltre 13mila campi da calcio. Rispetto allo stesso periodo del 2025, l’incremento è stato del 36,3%. Legambiente propone quattordici interventi per rafforzare la prevenzione, tra cui una gestione più sostenibile delle aree rurali, il coinvolgimento delle comunità locali, il recupero ecologico dei territori percorsi dal fuoco e una maggiore integrazione tra pianificazione urbanistica e tutela ambientale. Tra le priorità vengono indicati anche il potenziamento dei presidi dello Stato e l’inasprimento delle sanzioni contro i responsabili degli incendi.