Nuova svolta nell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore eseguito all'ospedale Monaldi di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la sospensione per un anno dall'esercizio della professione medica nei confronti del cardiochirurgo cosentino Guido Oppido, primario della Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi e figura di rilievo della sanità italiana nel settore dei trapianti pediatrici.

Il medico calabrese è tra gli indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Napoli sulla vicenda che ha scosso l'opinione pubblica nazionale. Insieme a lui è coinvolta anche una seconda professionista dell'équipe chirurgica. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio colposo e falso in cartella clinica.

Le contestazioni al centro dell'indagine

Secondo gli inquirenti, le presunte irregolarità riguarderebbero in particolare la documentazione clinica relativa alle fasi del trapianto. Al centro degli accertamenti vi sarebbero alcune incongruenze sugli orari riportati nella cartella clinica, in particolare quelli relativi all'arrivo del cuore destinato al trapianto e alle procedure chirurgiche effettuate sul piccolo paziente. Tali elementi sarebbero emersi dal confronto tra la documentazione sanitaria e le testimonianze raccolte dagli investigatori.

L'inchiesta prende le mosse dalla tragica vicenda del bambino, morto dopo un intervento reso particolarmente complesso dalle condizioni dell'organo destinato al trapianto. Le indagini stanno cercando di ricostruire con precisione tutte le fasi dell'operazione e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.

Da Oppido Mamertina ai vertici della cardiochirurgia pediatrica

La vicenda assume particolare rilievo anche per la Calabria. Guido Oppido, infatti, è originario di Oppido Mamertina, nel Reggino, ed è considerato uno dei cardiochirurghi pediatrici più noti del Mezzogiorno. Nel corso della sua carriera ha diretto importanti programmi di cardiochirurgia e trapianti pediatrici, diventando un riferimento nazionale nel settore.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini e la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso dell'iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.