Zumpano, Tansi lancia l’allarme sul Crati: «Serve intervenire prima che sia troppo tardi»
L’ex capo della Protezione civile calabrese segnala tronchi e materiale accumulato nell’alveo dopo l’esondazione di febbraio e chiede una ricognizione urgente di fiumi e torrenti in tutta la Calabria
L’ex capo della Protezione civile calabrese denuncia la presenza di tronchi e materiale accumulato nell’alveo, nello stesso tratto colpito dall’esondazione del febbraio scorso. L’appello a Comuni e Regione: «Serve una ricognizione immediata dei corsi d’acqua»
Il Crati torna sotto osservazione dopo l’esondazione
A pochi mesi dall’ondata di maltempo che aveva messo in ginocchio parte dell’area industriale di Zumpano, il tratto del Crati torna al centro dell’attenzione. A sollevare il caso è Carlo Tansi, già capo della Protezione civile calabrese, che attraverso un post pubblicato sui social ha mostrato la situazione attuale dell’alveo nel punto in cui, il 12 febbraio 2026, il fiume aveva rotto l’argine ed eroso parte della SP 234 durante il passaggio del ciclone Harry. Secondo quanto documentato da Tansi, oggi nell’area sarebbero presenti numerosi tronchi d’albero ammassati. Materiale che, in caso di una nuova piena, potrebbe essere trascinato verso valle e accumularsi nei restringimenti del corso d’acqua, ostacolando il regolare deflusso. «Cosa aspettiamo a rimuoverli?», domanda l’ex responsabile regionale, utilizzando toni durissimi per richiamare l’attenzione sul rischio che una criticità conosciuta possa trasformarsi nuovamente in emergenza.

«La stagione delle piogge è vicina, bisogna arrivare preparati»
Il punto sollevato da Tansi non riguarda soltanto ciò che si vede oggi lungo il Crati. L’ex capo della Protezione civile lega infatti la situazione di Zumpano alla necessità di prepararsi con anticipo alla stagione autunnale, quando le precipitazioni possono diventare più intense e concentrate. «Ci avviciniamo alla stagione delle piogge con un Mediterraneo molto caldo, capace di fornire grandi quantità di calore e umidità alle perturbazioni quando si creano le condizioni atmosferiche favorevoli. Bisogna arrivare preparati», scrive. Il caso di Zumpano, secondo Tansi, sarebbe soltanto una parte di un problema molto più esteso: in diversi fiumi, torrenti e fossi della Calabria sarebbero presenti tronchi, vegetazione e, in alcuni casi, anche rifiuti. Una condizione che rende ancora più urgente, nella sua lettura, un’attività preventiva prima dell’arrivo delle perturbazioni più intense. Nel suo intervento Tansi richiama anche l’amministrazione comunale di Zumpano, sottolineando come il vicesindaco abbia una formazione da geologo e dovrebbe quindi, a suo giudizio, conoscere bene i rischi connessi alla mancata manutenzione dei corsi d’acqua.
L’appello agli enti: «Basta rimpalli, serve prevenzione»
Il passaggio più politico del messaggio riguarda però il tema delle competenze e delle responsabilità. Tansi chiama in causa sia i Comuni sia la Regione Calabria, sostenendo che nessun ente possa limitarsi a scaricare il problema su altri soggetti istituzionali. «Se un ente non è competente per uno specifico intervento, deve segnalare la criticità e attivare tempestivamente chi lo è. Basta con il rimpallo delle responsabilità», afferma. La richiesta avanzata è quella di avviare immediatamente una ricognizione dei fiumi, dei torrenti e dei fossi calabresi, individuando i punti nei quali accumuli di vegetazione, legname o altri materiali possano rappresentare un ostacolo al deflusso delle acque. L’obiettivo, nelle parole dell’ex capo della Protezione civile, è intervenire prima che una nuova emergenza costringa a fare la conta dei danni. «Non servono alibi. Serve prevenzione. La prevenzione si fa prima, dopo si contano i danni», conclude Tansi, trasformando il caso di Zumpano in un appello più generale rivolto agli amministratori calabresi.
