Rende apre le porte alla ricerca internazionale: il centro storico protagonista della conferenza europea sulla bioinformatica
La conferenza internazionale organizzata all’Università della Calabria diventa occasione per valorizzare il borgo antico di Rende, tra accoglienza, patrimonio culturale e dialogo tra scienza e territorio
Per la prima volta nella sua storia, l’Europa ha ospitato la 17ª edizione della Conferenza Acm su Bioinformatica, Biologia Computazionale e Informatica Sanitaria, uno degli appuntamenti scientifici più autorevoli a livello internazionale. Un evento di rilievo mondiale organizzato all’Università della Calabria che ha trasformato il territorio in un punto di incontro tra ricerca, innovazione e cultura.
Accanto al programma scientifico, gli organizzatori hanno voluto offrire ai partecipanti un’immersione nella storia e nelle tradizioni locali, scegliendo il centro storico di Rende come luogo simbolico di accoglienza e scoperta.
Visita del borgo antico
Studiosi, ricercatori e docenti provenienti da università e centri di ricerca di numerosi Paesi hanno così avuto l’opportunità di visitare il borgo antico, ammirandone il patrimonio artistico, le chiese, i musei e i luoghi che raccontano l’identità culturale della città.
Ad accoglierli sono stati i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, insieme al professor Pierangelo Veltri, tra i promotori dell’iniziativa scientifica, a don Domenico Sturino, al direttore del Polo Culturale Roberto Sottile e ai volontari della Pro Loco Rende Arintha, che hanno accompagnato gli ospiti lungo un percorso alla scoperta delle principali testimonianze storiche del territorio.
Cinema Santa Chiara
Particolarmente apprezzata è stata anche la visita allo storico Cinema Santa Chiara, durante la quale la Pro Loco ha ripercorso la storia di uno dei luoghi più rappresentativi della vita culturale rendese, offrendo ai ricercatori uno spaccato dell’identità sociale e culturale della comunità.
L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di incontro tra il mondo della scienza e quello della cultura, dimostrando come la ricerca possa diventare anche occasione di valorizzazione del territorio. La presenza di studiosi provenienti da ogni parte del mondo ha consentito alla città di Rende di presentarsi non solo come città universitaria e dell’innovazione, ma anche come custode di un patrimonio storico e artistico capace di dialogare con una comunità scientifica internazionale sempre più attenta al valore delle identità locali.
L’appuntamento ha così confermato il ruolo strategico dell’Università della Calabria quale punto di riferimento per la ricerca internazionale e, allo stesso tempo, ha rafforzato il legame tra il campus universitario e il territorio, offrendo ai partecipanti un’esperienza che ha unito eccellenza scientifica, accoglienza e valorizzazione delle radici culturali della città.