Tirocinanti di inclusione sociale, via libera alla legge per chiudere il bacino storico del precariato
Approvato all’unanimità il provvedimento della Regione Calabria. Calabrese parla di “legge ponte” per tutelare i lavoratori esclusi dalla stabilizzazione e completare il percorso entro il 2026
L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Calabria della legge dedicata ai Tirocinanti di inclusione sociale segna una tappa importante nel percorso verso il definitivo svuotamento dei bacini storici del precariato. Lo sottolinea l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, evidenziando come il provvedimento rappresenti una tutela concreta per i lavoratori ancora esclusi dai percorsi di stabilizzazione e una risposta attesa da anni da centinaia di famiglie calabresi. Secondo l’assessore, il voto unanime dell’Aula dimostra la volontà condivisa delle istituzioni di affrontare e risolvere una delle questioni più delicate del mondo del lavoro regionale.
I numeri della strategia regionale per i Tis
La legge nasce da un lungo confronto con Governo, enti locali, organizzazioni sindacali e lavoratori e si inserisce nella strategia promossa dalla Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto. Dalla ricognizione effettuata emerge che i Tis ammessi al quinto anno erano 3.758. Di questi, 1.055 lavoratori over 60 hanno già usufruito delle misure di uscita previste, riducendo la platea attiva a 2.703 unità. Parallelamente sono state avviate procedure selettive per 1.765 posti, con 1.673 lavoratori già coinvolti nei percorsi di selezione. Il bacino residuo, secondo i dati regionali, è oggi pari a un massimo di 938 persone.
Stabilizzazioni e nuove opportunità per i lavoratori
Il provvedimento prevede un insieme di misure operative che comprendono la stabilizzazione di 277 lavoratori attraverso risorse statali già disponibili e di ulteriori 67 unità con fondi già assegnati ma non utilizzati. Per i lavoratori ancora esclusi sono previsti strumenti di accompagnamento all’occupazione, incentivi per la fuoriuscita volontaria, percorsi di formazione, riqualificazione professionale e politiche attive del lavoro. Calabrese ha ringraziato il Consiglio regionale, il relatore Angelo Brutto, il presidente Roberto Occhiuto e la deputazione calabrese per il sostegno al percorso, sottolineando come la nuova legge rappresenti un passaggio decisivo verso la chiusura definitiva di una delle più complesse vicende del precariato in Calabria e l’avvio di una nuova fase dedicata all’attuazione concreta delle misure previste.