Un anno senza Padre Fedele: Cosenza ricorda il "frate ultrà" tra fede, carità e passione
A distanza di un anno dalla sua scomparsa, l'opera di Padre Fedele non si è spenta. Le attività di beneficenza e i volontari del Paradiso dei Poveri portano avanti la sua missione quotidiana
A un anno dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 agosto 2025 all'età di 87 anni, la comunità di Cosenza e l'intera Calabria continuano a ricordare Padre Fedele Bisceglia, una delle figure più uniche, amate e discusse del territorio.
Monaco cappuccino, missionario e punto di riferimento instancabile per i più deboli, Padre Fedele ha lasciato un'eredità profonda che continua a vivere attraverso le opere di solidarietà e l'affetto della sua gente.
Una vita spesa per gli ultimi
Nato a Laurignano nel 1937 e ordinato sacerdote nel 1964, Padre Fedele ha legato indissolubilmente il suo nome all'impegno verso i poveri e gli emarginati. Dopo le esperienze missionarie in Africa – dove ha toccato con mano la drammatica realtà della lebbra e delle aree più povere del mondo – ha fondato a Cosenza la celebre Oasi Francescana, un rifugio sicuro per centinaia di persone in difficoltà.
Anche quando le circostanze lo hanno costretto a lasciare la struttura originaria, la sua determinazione non si è fermata: ha dato vita all'associazione "Il Paradiso dei Poveri", continuando a offrire pasti, riparo e conforto ai bisognosi fino agli ultimi anni della sua vita.
Il "Frate Ultrà" e il legame con la città
Oltre alla tonaca e al saio francescano, Padre Fedele era celebre per un'altra grande passione: il Cosenza Calcio. Spesso presente in Curva Sud con la sciarpa rossoblù al collo, era affettuosamente ribattezzato il "frate ultrà". Sapeva unire la spiritualità alla vicinanza popolare, trasformando lo stadio e le strade in luoghi di incontro e condivisione.
Gli anni difficili e il messaggio di perdono
La vita di Padre Fedele è stata segnata anche da momenti di grande complessità e da un lungo calvario giudiziario iniziato nel 2006, da cui è uscito completamente scagionato con la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha sancito la sua innocenza ("il fatto non sussiste"). Nonostante il dolore e le difficoltà derivate da quegli anni, chi lo è stato vicino ne ricorda la costante resilienza.
Nei messaggi diffusi dall'associazione Il Paradiso dei Poveri in occasione del suo ricordo, torna centrale il suo testamento spirituale:
«Si deve concedere perdono al fratello per riceverlo da Dio».
L'eredità che continua
A distanza di un anno dalla sua scomparsa, l'opera di Padre Fedele non si è spenta. Le attività di beneficenza e i volontari del Paradiso dei Poveri portano avanti la sua missione quotidiana, dimostrando che il segno lasciato da quel frate con la barba bianca e la sciarpa del Cosenza è destinato a rimanere vivo nel cuore della comunità calabrese