Il manifesto de La Base
Il manifesto de La Base

Nuove misure cautelari nell'ambito delle indagini sulle proteste che si sono svolte a Torino lo scorso gennaio, dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Tra i destinatari dei provvedimenti, che comprendono la custodia cautelare in carcere e gli arresti domiciliari, figura anche Ferdinando, attivista impegnato da anni nelle lotte sociali e attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. A rendere nota la vicenda è il collettivo La Base Cosenza, che esprime solidarietà alle persone coinvolte e contesta duramente l'operato della Procura di Torino.

Secondo il movimento, i provvedimenti rappresenterebbero un tentativo di criminalizzare la mobilitazione che aveva portato nelle strade del capoluogo piemontese, secondo i dati riferiti dagli organizzatori, oltre 50mila manifestanti provenienti da tutta Italia, compresa una delegazione calabrese.

La denuncia del collettivo contro la repressione del dissenso

La Base Cosenza interpreta le misure cautelari come una risposta politica alle contestazioni sociali degli ultimi mesi. Nel comunicato, il collettivo accusa il governo Meloni di voler contenere il dissenso attraverso strumenti repressivi, mentre resterebbero irrisolte, a suo giudizio, le difficoltà economiche legate al carovita e alle politiche internazionali.

Il movimento collega la manifestazione torinese alle precedenti mobilitazioni per la Palestina e alle proteste che hanno attraversato diverse città italiane. Secondo La Base, la partecipazione alle iniziative di piazza dimostrerebbe la continuità di un movimento di opposizione alle scelte dell'esecutivo.

Le accuse di repressione e di responsabilità politica dei provvedimenti rappresentano la posizione espressa dal collettivo. Le misure cautelari, disposte nell'ambito di un procedimento giudiziario, non costituiscono un accertamento definitivo delle responsabilità delle persone coinvolte.

Solidarietà agli attivisti e nuova mobilitazione il 20 novembre

Particolare attenzione viene riservata alla situazione di Ferdinando, descritto da La Base Cosenza come una figura da sempre attiva nelle battaglie sociali. Il collettivo annuncia l'intenzione di organizzare nei prossimi giorni iniziative di solidarietà nei confronti degli attivisti raggiunti dai provvedimenti cautelari.

La vicenda assume anche una dimensione territoriale. Il movimento ribadisce la volontà di proseguire il proprio impegno in Calabria, collegando le rivendicazioni nazionali alle difficoltà economiche e sociali della regione, dalla povertà alla mancanza di opportunità lavorative, fino all'emigrazione giovanile.

La mobilitazione, assicurano gli attivisti, proseguirà nonostante le misure giudiziarie. Il prossimo appuntamento annunciato da La Base Cosenza è fissato per il 20 novembre, quando il collettivo tornerà in piazza per manifestare contro le politiche del governo e ribadire la propria solidarietà alle persone coinvolte nell'inchiesta.