Lea Garofalo
Lea Garofalo

Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, è morta a 35 anni dopo essersi tolta la vita. La donna, secondo quanto riportato da Avvenire, è deceduta in ospedale dopo quattro giorni di ricovero, a causa delle gravi lesioni provocate dalla caduta da una finestra. Una coincidenza particolarmente dolorosa lega la sua vicenda a quella della madre: anche Lea aveva 35 anni quando venne assassinata dalla ‘ndrangheta nel 2009.

Una vita sotto protezione

Dopo la scomparsa e l’uccisione della madre, Denise era stata inserita nel programma di protezione destinato ai testimoni di giustizia. Per anni ha vissuto lontano dai luoghi d’origine, sotto una nuova identità e in una località riservata. In quel contesto aveva cercato di costruirsi una nuova esistenza, trovando un lavoro e diventando madre di un bambino che oggi ha quasi quattro anni. La sua esperienza è inoltre collegata alla nascita del progetto “Liberi di scegliere”, successivamente trasformato in legge per offrire un’alternativa a chi vuole allontanarsi dagli ambienti della criminalità organizzata.

Il sostegno e la scelta del silenzio

Nel corso della sua vita Denise ha potuto contare anche sulla vicinanza di don Luigi Ciotti, di Libera e del Servizio Centrale di Protezione. Ha sempre mantenuto un profilo molto discreto, evitando di esporsi pubblicamente e scegliendo di non alimentare sentimenti di vendetta nei confronti di chi aveva distrutto la sua famiglia. Anche parlando del padre Carlo Cosco, condannato per l’omicidio di Lea Garofalo, Denise aveva espresso non odio, ma soltanto compassione.