Servizio mensa
Servizio mensa

Per capire cosa dovrebbe arrivare ogni giorno nei vassoi dei degenti degli ospedali Riuniti e Morelli di Reggio Calabria bisogna partire dal procedimento con cui il servizio è stato acquistato. La delibera n. 167 del 13 marzo 2023 ha dato avvio a una nuova procedura di ristorazione. Dal quadro economico ricostruito emerge una base d’asta per la sola ristorazione dei degenti di 3.680.556,87 euro per 24 mesi. Alle prestazioni alimentari erano associate voci stimate per attrezzature e arredi, pari a 15mila euro, e lavori per 150mila euro: una base complessiva di 3.845.556,87 euro, con oneri di sicurezza indicati separatamente per 192.277,84 euro. Considerando le opzioni, il valore stimato della procedura arrivava a 7.910.558,42 euro oltre IVA, mentre il quadro economico totale raggiungeva 8.909.537,71 euro. Sono importi di programmazione della gara, non il rendiconto dei pagamenti realmente effettuati.

Una gara passata attraverso i tribunali

Inizialmente il servizio era stato affidato al raggruppamento EP-Le Palme, che nell’ottobre 2023 il GOM aveva presentato come nuovo gestore. Scamar, seconda nella graduatoria di gara, contestò l’aggiudicazione. Dopo la pronuncia del Tar Calabria e il successivo passaggio al Consiglio di Stato, l’affidamento è stato riconosciuto alla società Scamar. Le cronache amministrative del 2024 ricostruiscono il contenzioso e il cambio di gestione, collocato nell’autunno dello stesso anno. È importante separare questo passaggio dalla qualità dei pasti: una controversia sulle regole di gara non dimostra nulla, di per sé, sulla correttezza dell’esecuzione del servizio.

I documenti da leggere insieme

Un appalto di ristorazione non si esaurisce nella cifra di aggiudicazione. Il capitolato deve descrivere prestazioni, caratteristiche degli alimenti, modalità operative e verifiche; l’offerta tecnica può aggiungere impegni specifici, premiati in sede di valutazione; l’offerta economica definisce i corrispettivi. La ricostruzione degli atti richiama il capitolato speciale trasmesso con protocollo 9376 del 7 marzo 2023. Restano da acquisire o riesaminare integralmente il relativo fascicolo, la documentazione di aggiudicazione, il contratto sottoscritto e le successive modifiche, inclusa la delibera n. 715 dell’11 novembre 2024, indicata negli elenchi del GOM come modifica della delibera originaria. Finché non saranno letti questi atti nel loro insieme, non è possibile attribuire al gestore un obbligo puntuale su una grammatura, una temperatura o una quota di prodotto biologico.

La cifra mensile che non è una fattura

Dividendo 3.680.556,87 euro per 24 mesi si ottengono circa 153.356 euro al mese. È un’operazione aritmetica utile a dare un ordine di grandezza alla base d’asta, ma sarebbe scorretto presentarla come l’importo che il GOM versa ogni mese a Scamar. Il costo reale dipende dall’offerta definitiva, dai quantitativi ordinati, dai servizi effettivamente resi, dalle liquidazioni e dagli eventuali adeguamenti. Senza questi dati non conosciamo né la spesa mensile né il prezzo di una giornata alimentare.

La vera domanda del contratto

Nel dibattito sulle mense si parla spesso di pasti buoni o cattivi. L’indagine che intendiamo realizzare si pone invece una domanda verificabile: quali prodotti e quali livelli di servizio il GOM ha acquistato, e con quali strumenti verifica che vengano effettivamente assicurati? Se un’offerta ha ottenuto un punteggio promettendo caratteristiche aggiuntive, anche quelle promesse diventano cruciali per valutare l’esecuzione.

Prima di giudicare la realtà dobbiamo, dunque, conoscere esattamente ciò che è scritto sulla carta.