Processo Gotha, assolti in Appello Antonio Caridi e Paolo Romeo
La Corte d’Appello di Reggio Calabria ribalta le principali condanne del processo sulla presunta componente riservata della ’ndrangheta. Assoluzioni anche per Alberto Sarra, Marcello Cammera, don Pino Strangio e Antonio Marra
La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto l’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, confermando quanto già stabilito in primo grado.
Assolto anche Paolo Romeo, ex parlamentare del Psdi e principale imputato del processo “Gotha”, che in primo grado era stato condannato a 25 anni di carcere.
La sentenza arriva al termine del processo celebrato con rito ordinario e rappresenta un passaggio decisivo in una delle più importanti inchieste giudiziarie sviluppate negli ultimi anni sulla presunta rete di potere politico-mafiosa operante nel Reggino.
Il processo nato dalle grandi inchieste sulla “componente riservata”
Il procedimento “Gotha” nasceva dalla riunificazione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana”, “Alchimia” e “Sistema Reggio”.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura, tali indagini avrebbero fatto emergere l’esistenza di una presunta componente riservata capace di influenzare le scelte politiche e amministrative degli enti pubblici attraverso rapporti con la ’ndrangheta.
Per l’accusa, Paolo Romeo avrebbe avuto un ruolo centrale all’interno di questa rete di relazioni, tornando a esercitare un’influenza significativa nel panorama politico reggino dopo avere già scontato la condanna inflitta nel maxiprocesso “Olimpia”.
Secondo i giudici di primo grado, non si sarebbe trattato di una semplice lobby, ma di una convergenza tra soggetti istituzionali e ambienti riconducibili alle consorterie criminali.
Decisiva la pronuncia della Cassazione su De Stefano
L’impianto accusatorio, però, non ha retto nel giudizio di Appello anche alla luce della precedente decisione della Cassazione che, lo scorso dicembre, aveva assolto definitivamente l’avvocato Giorgio De Stefano, altro imputato centrale del processo.
Per Paolo Romeo la Corte d’Appello ha disposto l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Contestualmente, però, i giudici hanno trasmesso gli atti alla Procura affinché venga rivalutata l’ipotesi accusatoria sotto il profilo del concorso esterno in associazione mafiosa.
Assolti anche Sarra, Cammera, Strangio e Marra
La Corte d’Appello ha assolto anche Alberto Sarra, ex sottosegretario regionale scomparso nelle scorse settimane.
Su richiesta dei difensori, i giudici hanno scelto di entrare nel merito della vicenda senza limitarsi a dichiarare l’estinzione del reato per morte dell’imputato, stabilendo l’insussistenza del concorso esterno per il quale Sarra era stato condannato a 13 anni in primo grado.
Assolti anche l’ex dirigente comunale Marcello Cammera, il sacerdote di San Luca don Pino Strangio e l’avvocato Antonio Marra, che in primo grado avevano riportato condanne rispettivamente a 2 anni, 9 anni e 4 mesi e 17 anni di reclusione.
Le parole di Paolo Romeo dopo la sentenza
Dopo la lettura della sentenza, Paolo Romeo ha commentato la decisione della Corte parlando del crollo definitivo dell’impianto accusatorio.
“Cade definitivamente il teorema insito nel capo di imputazione. È durato dieci anni, siamo dovuti giungere sino al pronunciamento della Corte d’Appello per avere una soluzione perché il fatto non sussiste”, ha dichiarato l’ex parlamentare.