Protesta degli agricoltori, Laboratorio Civico: «Quei trattori raccontano la vera realtà della Calabria»
Il movimento interviene sulla mobilitazione contro il caro carburante e critica la risposta politica e istituzionale: «Quando il governo non ha risposte, in Calabria evoca le infiltrazioni». Nel mirino anche la narrazione della “Calabria straordinari

La protesta degli agricoltori calabresi contro il caro carburante continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire è Laboratorio Civico, che parte dalle immagini arrivate nei giorni scorsi dallo svincolo autostradale di Pizzo, dove un manifestante, durante i momenti di tensione con le forze dell’ordine, si era sdraiato sull’asfalto in lacrime. L’episodio era avvenuto durante la mobilitazione contro l’aumento dei costi e le difficoltà del comparto agricolo. «Quei trattori narrano la vera realtà della Calabria, non certo la “straordinarietà” del governo Occhiuto», sostiene Laboratorio Civico, che individua nelle difficoltà economiche delle aziende la vera origine della mobilitazione. Secondo il movimento, il punto centrale resta la crescente distanza tra costi di produzione, prezzo del carburante e ricavi ottenuti dagli agricoltori dalla vendita dei prodotti. Una protesta che, sottolinea Laboratorio Civico, «non nasce nei partiti» ma dalle condizioni di chi non riesce più a sostenere economicamente la propria attività. La mobilitazione, intanto, è proseguita anche a Vibo Marina, dove alcuni manifestanti hanno raggiunto l’area dei depositi di carburante, fermando temporaneamente alcune autocisterne. Leggi su Calabria News 24: Agricoltori in protesta, autocisterne bloccate davanti ai depositi di carburante.
Le parole di Wanda Ferro e la critica di Laboratorio Civico
Nel documento viene contestato soprattutto l'intervento della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che nei giorni scorsi ha riferito dell'arrivo di segnalazioni relative a possibili infiltrazioni nelle proteste, sostenendo che in alcune circostanze queste coinvolgerebbero anche la criminalità organizzata. Ferro aveva inoltre richiamato episodi di blocco del traffico e sversamento di materiale sulle strade, invitando a evitare strumentalizzazioni delle difficoltà dei settori produttivi. Laboratorio Civico pone però una questione politica: «Se esistono informazioni circostanziate su infiltrazioni criminali, devono essere trasmesse alle autorità competenti». Allo stesso tempo, secondo il movimento, occorre evitare che il tema della sicurezza finisca per oscurare le ragioni economiche della protesta. «Gli agricoltori parlano di costi di produzione, prezzi di vendita e aziende che non riescono più a stare sul mercato – sostiene Laboratorio Civico – mentre il discorso istituzionale si sposta sulla possibile presenza di criminali». La posizione espressa è che legalità e ascolto delle rivendicazioni possano e debbano procedere insieme: eventuali responsabilità penali devono essere accertate individualmente, senza trasformarsi, sostiene il movimento, in un giudizio generalizzato sull’intera mobilitazione.
La critica alla Regione e alle opposizioni
Laboratorio Civico allarga quindi il ragionamento alla politica regionale, contestando la narrazione della “Calabria straordinaria” portata avanti negli ultimi anni dal presidente della Regione Roberto Occhiuto. Secondo il movimento, le proteste di agricoltori e lavoratori mostrerebbero una distanza tra la comunicazione istituzionale e le difficoltà quotidiane vissute da alcune categorie produttive. «Poi arrivano gli agricoltori sulle strade a presentare il conto», si legge nella nota. Non mancano critiche anche nei confronti del centrosinistra. Laboratorio Civico sostiene che l'opposizione non sia riuscita a occupare adeguatamente lo spazio politico aperto dalla protesta, mentre nel centrodestra si registrano posizioni differenti sul significato e sulla gestione della mobilitazione. Il movimento conclude chiedendo che l'attenzione torni sulle questioni economiche: costo del carburante, spese di produzione e sostenibilità delle aziende agricole. «La Calabria non ha bisogno di essere straordinaria – conclude Laboratorio Civico –. Ha bisogno di essere ascoltata. E quando un lavoratore piange per il proprio futuro, la prima domanda della politica non dovrebbe essere “chi c’è dietro?”, ma “che cosa sta succedendo?”».