Cirò Marina, false fatture e frode fiscale: sequestrati oltre 400mila euro
Nel mirino un’impresa di autotrasporti: indagine su un sistema fraudolento con ramificazioni interregionali
Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per un valore superiore ai 400mila euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti di un'impresa di autotrasporti con sede a Cirò Marina. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un'articolata indagine che avrebbe portato alla luce un sistema fraudolento con ramificazioni interregionali.
L'attività investigativa è partita da una verifica fiscale condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Cirò Marina, che ha consentito di ricostruire un presunto meccanismo basato sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Il sistema ricostruito dagli investigatori
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'impresa, nonostante una situazione debitoria nei confronti dell'erario superiore ai 4 milioni di euro e la formale dismissione del proprio parco mezzi, avrebbe continuato a svolgere regolarmente l'attività di trasporto.
Gli investigatori hanno ricostruito un sistema fondato su fittizi contratti di noleggio, attraverso i quali la società calabrese avrebbe utilizzato camion appartenenti a una seconda azienda del settore con sede in provincia di Lucca.
Indagate quattro persone, sequestrati beni e rapporti finanziari
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Crotone Domenico Guarascio, hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone, accusate a vario titolo di omessa dichiarazione e di emissione o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
La Guardia di Finanza, con il supporto del Gruppo di Lucca, ha eseguito il sequestro di nove rapporti bancari, quote societarie e quattro immobili situati tra Cirò Marina e il territorio lucchese. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.