Giovani in fuga
Giovani in fuga

Sono 6 milioni e 604mila gli italiani residenti all’estero al 31 dicembre 2025, secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat. Rispetto all’inizio dell’anno si registra un aumento di circa 183mila persone, pari al 2,8%.

La crescita prosegue dunque, anche se a un ritmo inferiore rispetto al 2024, quando l’incremento era stato del 4,6%. Gli uomini sono circa 3 milioni e 406mila, pari al 51,6% del totale, mentre le donne sono 3 milioni e 197mila.

Calabria tra le regioni con più residenti all’estero

Il dato che riguarda direttamente la Calabria emerge dalla distribuzione degli iscritti all’Aire al 1° gennaio 2025.

La regione conta circa 464mila italiani residenti all’estero, collocandosi tra le sei regioni con i valori più elevati in Italia.

Davanti figurano Sicilia, con 842mila iscritti, Lombardia con 692mila, Veneto con 617mila, Campania con 584mila e Lazio con 522mila.

Il dato calabrese conferma quindi il peso storico dell’emigrazione dalla regione e il forte legame che continua a esistere tra la Calabria e le comunità italiane sparse nel mondo.

Il Mezzogiorno concentra il 45% degli iscritti Aire

Nel complesso, il Mezzogiorno raccoglie il 45% degli italiani residenti all’estero. Il Sud pesa per il 29,8%, mentre le Isole rappresentano il 15,2%.

Il Nord raggiunge il 39,3% e il Centro il 15,7%.

Si tratta di una fotografia che restituisce ancora una volta la profondità delle migrazioni meridionali, dalle grandi partenze del passato fino ai flussi più recenti che coinvolgono giovani, lavoratori e famiglie.

Europa e America Latina le principali destinazioni

Più della metà degli italiani residenti all’estero vive in Europa. Il 34,4% risiede nei Paesi dell’Unione europea, mentre il 18,7% si trova negli altri Stati europei.

Molto significativa anche la presenza in America centro-meridionale, dove vive il 34,3% degli italiani all’estero.

Europa e America Latina raccolgono quindi insieme quasi nove italiani residenti fuori dal Paese su dieci.

Più contenute le quote relative ad America settentrionale, Oceania, Asia e Africa.

Solo tre italiani all’estero su dieci sono nati in Italia

Un altro dato significativo riguarda il luogo di nascita. Al 31 dicembre 2024, soltanto il 30,3% degli italiani residenti all’estero era nato in Italia, per un totale di circa 1 milione e 944mila persone.

La percentuale è particolarmente bassa nei Paesi dell’America Latina, dove la presenza italiana è fortemente legata ai discendenti delle grandi ondate migratorie del passato e alle acquisizioni della cittadinanza iure sanguinis.

In Brasile, per esempio, appena il 4,4% dei cittadini italiani residenti è nato in Italia. In Argentina la percentuale sale al 9,2%.

Nel 2025 oltre 127mila nuove cittadinanze

Nel corso del 2025 sono state 127mila le acquisizioni della cittadinanza italiana ottenute all’estero.

Anche questo fenomeno contribuisce alla crescita complessiva della popolazione italiana fuori dai confini nazionali, soprattutto nei Paesi che ospitano grandi comunità di discendenti di emigrati.

Il saldo migratorio resta inoltre positivo, con più espatri che rimpatri, anche se si riduce a circa 53mila unità.

Nascono meno bambini nelle comunità italiane all’estero

Il contributo della dinamica naturale alla crescita della popolazione italiana all’estero è invece molto limitato.

Nel 2025 le nascite sono state poco più di 16mila, con una diminuzione del 37,1% rispetto all’anno precedente. I decessi hanno superato quota 13mila, con un aumento del 2,4%.

Il saldo naturale resta quindi positivo, ma per appena 3mila unità, contro le 13mila dell’anno precedente.

Oltre 347mila pensionati italiani vivono fuori dal Paese

Tra gli italiani residenti all’estero figurano anche 347mila pensionati, secondo gli ultimi dati disponibili riferiti al 31 dicembre 2024.

Il 54% vive in Europa e il 72% è nato in Italia.

Un ulteriore tassello di una realtà migratoria molto articolata, nella quale convivono le generazioni protagoniste delle partenze del passato, i loro discendenti e i nuovi emigrati.

La Calabria e una diaspora ancora molto ampia

Per la Calabria, il dato dei 464mila iscritti Aire assume un significato particolare.

Racconta una regione che continua ad avere una parte consistente della propria comunità al di fuori dei confini nazionali e che mantiene rapporti familiari, culturali ed economici con numerosi Paesi del mondo.

L’emigrazione calabrese non appartiene dunque soltanto alla memoria storica. Resta una componente strutturale della demografia regionale e una delle chiavi attraverso cui leggere ancora oggi il rapporto tra la Calabria, il resto d’Italia e le comunità italiane all’estero.