Carburante aereo e scali calabresi, Sacal rassicura ma lancia l’allarme per i prossimi mesi
Limitazioni temporanee a Reggio Calabria per garantire i rifornimenti, Franchini avverte sulle possibili ripercussioni da maggio tra costi in aumento e riduzione dei voli
Il Notam che limita a 3.000 litri il rifornimento di carburante per gli aerei all’aeroporto di Reggio Calabria è stato introdotto come misura di tutela per lo scalo. A chiarirlo è l’amministratore unico di Sacal, Marco Franchini, che ha spiegato come alcuni vettori utilizzassero l’aeroporto per incrementare il rifornimento, a causa della ridotta disponibilità di carburante in altri scali nazionali come Bologna, Venezia, Treviso e Linate. Una situazione che rischiava di mettere sotto pressione le risorse locali.
Depositi limitati e criticità globali nel settore aereo
La decisione è legata alla capacità contenuta del deposito di carburante dell’aeroporto, pari a circa 230 mila litri. L’obiettivo è garantire la copertura delle esigenze delle compagnie che operano stabilmente sullo scalo, soprattutto nei giorni più critici. Franchini ha sottolineato come la difficoltà non sia circoscritta al territorio calabrese, ma coinvolga l’intero sistema del trasporto aereo, condizionato anche dalle tensioni internazionali sulle forniture e dalle rotte di approvvigionamento del jet fuel.
Rischi futuri tra aumento dei costi e riduzione dei voli
Nel breve periodo, in particolare per il mese di aprile, non sono previste criticità operative. Tuttavia, lo scenario potrebbe cambiare già da maggio, con possibili ripercussioni legate all’aumento dei costi del carburante, già raddoppiati. Questo potrebbe tradursi in un incremento dei prezzi dei biglietti e in una revisione delle strategie delle compagnie aeree, che potrebbero privilegiare i collegamenti più redditizi e con maggiore domanda, riducendo quelli considerati meno strategici.