Ex LSU-LPU calabresi, la vertenza approda al Ministero del Lavoro
UGL chiede più ore contrattuali, mobilità tra gli enti e il riconoscimento dei contributi previdenziali: concordato un tavolo tecnico con Ministeri e Inps
La situazione degli ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità della Calabria approda per la prima volta al Ministero del Lavoro. Una delegazione di UGL Autonomie è stata ricevuta a Roma da Claudio Girdeni, capo della Segreteria del sottosegretario Claudio Durigon, per affrontare le criticità che interessano circa diecimila dipendenti impegnati da decenni nei servizi essenziali di oltre 360 Comuni calabresi. Nonostante il ruolo svolto all’interno degli enti locali, molti lavoratori risultano ancora assunti con contratti part-time e con una copertura previdenziale ritenuta insufficiente rispetto agli anni di servizio maturati.
Aumento delle ore, mobilità e contributi previdenziali
Durante il confronto, i rappresentanti sindacali hanno illustrato i principali punti della piattaforma già presentata alla Regione Calabria e alle amministrazioni comunali. Le richieste riguardano l’incremento dell’orario contrattuale per il personale part-time, la possibilità di trasferimento tra enti diversi e il riconoscimento della contribuzione previdenziale relativa ai periodi lavorativi non coperti integralmente. Secondo UGL Autonomie, gli interventi potrebbero essere realizzati senza nuovi oneri, utilizzando le risorse nazionali e regionali già disponibili. Il Ministero ha manifestato attenzione verso le proposte e ha prospettato l’avvio di un’analisi dettagliata sulle diverse condizioni dei lavoratori, considerando età, numero di ore svolte e distanza dal pensionamento.
Verso un tavolo tecnico con Ministeri e Inps
Al termine dell’incontro è stata concordata la costituzione di un tavolo tecnico operativo, che dovrebbe coinvolgere il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Economia, la Funzione pubblica e l’Inps. Il confronto sarà presieduto dal sottosegretario Durigon e avrà il compito di individuare soluzioni concretamente applicabili alle questioni contrattuali e pensionistiche. UGL sottolinea come, senza un intervento, molti ex LSU-LPU rischino di ricevere pensioni estremamente basse, nonostante trent’anni di attività nei Comuni. Per il sindacato, l’apertura del tavolo nazionale rappresenta un primo passo verso il riconoscimento del lavoro svolto e il miglioramento delle condizioni economiche e previdenziali di migliaia di famiglie calabresi.