Strage di Cutro, l’atto d’accusa di Mimmo Lucano: "Una tragedia nascosta e dimenticata"
L'europarlamentare presente al tribunale di Crotone per il processo sui ritardi nei soccorsi: "Siamo di fronte al punto più basso del governo italiano"
"Questa è una strage gravissima, ma si ha la netta impressione che sia stata nascosta, celata e dimenticata". Con queste parole cariche di amarezza, l'europarlamentare Mimmo Lucano è intervenuto a margine della quarta udienza del processo in corso al Tribunale di Crotone. Al centro del procedimento, i presunti ritardi nei soccorsi al caicco naufragato tre anni fa a Cutro, che vede imputati sei militari della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto.
Il grido di giustizia e le responsabilità politiche
Secondo Lucano, il dramma di Cutro non è un episodio isolato, ma il frutto di un clima politico ostile costruito negli anni attorno alla figura dei migranti. L’europarlamentare ha puntato il dito direttamente contro le istituzioni, citando le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell'Interno all'indomani del naufragio. "Le parole del ministro Piantedosi - ha detto Lucano - sono emblematiche: affermare che in questo modo si 'scoraggiano' altri ad arrivare significa, di fatto, essere complici di questi crimini e lasciar morire le persone in fuga dalle guerre."
Il mistero dei soccorsi negati
Uno dei punti più oscuri della vicenda, secondo quanto emerso anche durante l'udienza, riguarda la tempistica dell'intervento in mare. Lucano ha definito "sconvolgenti" i dettagli sui ritardi che hanno preceduto la tragedia, ponendo interrogativi ancora senza risposta sulle ore fatidiche che hanno portato al naufragio. "Come mai si interviene solo dopo tante ore, dalle 23 in poi?", si è chiesto l’europarlamentare, visibilmente scosso dal contenuto delle testimonianze. "Sentire le parole 'abbiamo trovato una bambina morta, un bambino morto' è un pugno nel cuore che non può lasciare indifferenti".
Il "punto più basso" del governo e il monito dei vescovi
Riprendendo il duro monito espresso dai vescovi calabresi, Lucano ha denunciato il rischio che sulla strage cali definitivamente il silenzio. Per l'ex sindaco di Riace, la gestione politica del post-tragedia rappresenta una macchia indelebile per l'attuale esecutivo. "La strage di Cutro è il momento più basso di questo governo", ha incalzato Lucano. "Mentre il mare restituiva ancora i cadaveri dei bambini, loro facevano la festa di compleanno con Salvini. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: è un evento drammatico senza eguali, un dolore che non può essere archiviato".