Agricoltura in Calabria: CIA proclama lo stato di agitazione permanente. Il 30 settembre Assemblea Plenaria a Crotone con il Presidente Nazionale Fini e l'Assessore Gallo
Operazione dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, coordinata dalla Dda di Catanzaro. Contestati 17 episodi ai danni di imprenditori agricoli e commerciali. Secondo l’accusa, il vertice del gruppo avrebbe impartito ordini anch
Di fronte a una crisi economica e strutturale che mette a rischio immediato la sopravvivenza del comparto primario, il Comitato Esecutivo di CIA-Agricoltori Italiani Calabria, su mandato del Consiglio Direttivo regionale, ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione permanente degli agricoltori calabresi.
La mobilitazione confluirà in una grande Assemblea Plenaria convocata per il prossimo mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 09:30, presso il Centro Studi Calabrodental di Via Enrico Fermi a Crotone (KR). L'appuntamento vedrà la partecipazione straordinaria del Presidente Nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, e dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, a testimonianza della crucialità del momento per il futuro dell'economia regionale.
Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Dott. Salvatore Audia e introdotto dalla relazione del Presidente regionale di CIA Calabria, Nicodemo Podella, ci saranno le parole d'ordine di una piattaforma di rivendicazione che l'associazione intende porre con forza ai tavoli istituzionali regionali, nazionali ed europei.
Una crisi trasversale e insostenibile
La mobilitazione nasce per dare voce a una sofferenza che colpisce indistintamente tutti i comparti produttivi identitari della regione: dalla zootecnia all'ortofrutta, dal frumento all'olivicoltura fino alla viticoltura. Le aziende agricole si trovano schiacciate in una morsa letale: da un lato l'impennata esponenziale dei costi vivi di produzione, dall'altro i prezzi riconosciuti all'origine, sempre più bassi e spesso insufficienti a coprire persino le spese vive di raccolta e gestione.
Le proposte del Manifesto "Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro"
CIA Calabria individua tre pilastri d'azione immediati e non più rinviabili:
1) Tracciabilità Reale del Made in Italy: Obbligo di indicare chiaramente l'esatta origine delle materie prime in etichetta per arrestare le triangolazioni commerciali e potenziamento drastico dei controlli nei principali snodi, a partire dal Porto di Gioia Tauro.
2) Prezzi Equi: Introduzione di un prezzo minimo garantito basato sui costi medi Ismea, sanzioni severe contro le pratiche sleali e istituzione di un Osservatorio regionale permanente sui costi di produzione.
3) Reciprocità e Clausole di Salvaguardia: Stop definitivo all'importazione di prodotti extra-UE che non rispettano gli standard ambientali, sociali e sanitari imposti ai produttori italiani (come l'uso di pesticidi vietati in Europa).
Emergenza fauna selvatica e tutela del territorio
Accanto alle dinamiche di mercato, CIA Calabria pone in primo piano la difesa del suolo agricolo e l'adozione di piani straordinari e drastici per la difesa dagli attacchi dei selvatici, a partire dall'emergenza cinghiali, che sta devastando le colture, decimando i redditi e mettendo a rischio l'incolumità stessa degli operatori nelle aree rurali.
«Gli agricoltori non possono continuare a produrre in perdita mentre lungo la filiera aumentano margini e intermediazioni», dichiara la presidenza regionale di CIA Calabria. «Se non è coltivato qui, non è Made in Italy. Difendere le nostre aziende significa tutelare il territorio, l'occupazione e la sicurezza alimentare delle famiglie calabresi. Lo stato di agitazione rimarrà permanente finché non otterremo risposte concrete e immediate».
I colleghi giornalisti, gli operatori radiotelevisivi e le testate web sono invitati a partecipare. Sarà garantito uno spazio per le interviste a margine dell'inizio dei lavori.