Strage di Amendolara, Bombardieri: “Non è solo caporalato, qui si può parlare di tratta degli schiavi”
Il segretario generale della Uil interviene sulla morte dei quattro braccianti agricoli nel Cosentino e chiede di accertare eventuali legami con la criminalità organizzata. “Non basta individuare gli esecutori, bisogna risalire a chi li protegge”
La strage di Amendolara continua ad alimentare il dibattito nazionale sullo sfruttamento del lavoro agricolo e sul ruolo della criminalità organizzata nei sistemi di reclutamento della manodopera. Tra gli interventi più duri delle ultime ore c'è quello del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha parlato della vicenda a margine del quarto congresso nazionale della Uiltec in corso a Catanzaro.
Secondo Bombardieri, quanto accaduto nel Cosentino non può essere ridotto a un semplice episodio di caporalato, ma deve essere analizzato in una dimensione più ampia e grave.
“Sembra una moderna tratta degli schiavi”
“Pensiamo che lì si possa parlare di tratta degli schiavi”, ha dichiarato il leader sindacale, riferendosi alla morte dei quattro lavoratori migranti.
Bombardieri ha sottolineato come sia difficile immaginare che un sistema di sfruttamento così strutturato possa essere gestito esclusivamente da singoli individui senza l'appoggio di organizzazioni radicate sul territorio.
“Pensate veramente che due persone che vengono da fuori Italia possano gestire il caporalato in un paese senza la copertura della mafia?”, ha affermato.
Il tema delle coperture criminali
Per il segretario generale della Uil, le indagini non dovrebbero fermarsi all'individuazione dei presunti responsabili materiali della strage.
“Non basta identificare i due pakistani perché bisogna dire con forza che in Calabria le operazioni avvengono se c'è la copertura della mafia”, ha sostenuto Bombardieri.
Secondo il sindacalista, è necessario accertare chi abbia garantito protezione e copertura a chi operava nel sistema dello sfruttamento.
“Non basta identificare chi ha dato fuoco alla macchina ma le coperture che quei due delinquenti avevano e le coperture le dà la mafia”, ha aggiunto.
La richiesta di fare piena luce
Bombardieri auspica che l'inchiesta possa andare oltre l'accertamento delle responsabilità immediate per individuare eventuali collegamenti con le organizzazioni criminali.
“Mi aspetto e spero che si parli non di incidente sul lavoro, non di caporalato ma di tratta degli schiavi e che si riesca ad identificare quale clan mafioso copre quei due delinquenti”, ha dichiarato.
Le parole del leader della Uil arrivano mentre la Procura della Repubblica di Castrovillari continua a sviluppare le indagini sulla vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica nazionale.
Sicurezza sul lavoro e controlli
Nel corso del suo intervento, Bombardieri ha affrontato anche il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell'attività ispettiva.
Il segretario della Uil ha ricordato le battaglie portate avanti dal sindacato negli ultimi anni per rafforzare i controlli e incrementare il numero degli ispettori del lavoro.
“Abbiamo ottenuto dal governo risorse per aumentare ispezioni e ispettori, chiediamo l'omicidio sul lavoro”, ha spiegato.
Tuttavia, secondo Bombardieri, la brutalità della strage di Amendolara evidenzia un problema ancora più profondo.
“Rispetto all'efferatezza del crimine come l'abbiamo vista qui, vuol dire che c'è qualcuno che pensa di poter controllare il territorio a prescindere dalle forze di polizia”, ha concluso, rilanciando la necessità di un'azione forte e coordinata contro sfruttamento, illegalità e criminalità organizzata.