Franz Caruso
Franz Caruso

​Franz Caruso deve ricomporre una giunta con gli stessi partiti che, nel frattempo, discutono della possibilità di sostituirlo alla guida del centrosinistra alle prossime elezioni comunali. È questo il paradosso politico che tiene bloccata la formazione del nuovo esecutivo di Palazzo dei Bruzi. Il sindaco cerca assessori e sostegno per arrivare alla fine della consiliatura, mentre una parte dei suoi interlocutori ragiona già su chi dovrà prendere il suo posto nel 2027.

​Dieci giorni di trattative senza risultati

​Sono trascorsi dieci giorni dall'azzeramento delle deleghe e la nuova giunta non è ancora nata. Le trattative procedono senza risultati concreti perché il problema non riguarda soltanto la distribuzione degli assessorati. Riguarda soprattutto il futuro politico di Caruso, che continua a rivendicare la propria ricandidatura senza avere ottenuto una conferma dall'intera coalizione.

​Le divisioni interne al Partito Democratico

​A cominciare dal Partito democratico. A Palazzo dei Bruzi non c'è un Pd, ce ne sono due, con gruppi consiliari separati e otto consiglieri complessivi. Gli assessori Damiano Covelli e Maria Locanto non godono del sostegno di tutte le componenti del partito. Una parte dei democratici ha chiesto al commissario provinciale Claudio Stefanazzi di azzerare le rappresentanze in giunta, riunificare i gruppi consiliari, eleggere un capogruppo condiviso e soltanto dopo indicare collegialmente i nuovi assessori. Altro che semplice sostituzione di qualche nome: prima di ricomporre la giunta comunale bisognerebbe ricomporre il Pd.

​Le strategie nazionali e le tensioni locali

​E non basta. Stefanazzi ha già chiarito che la scelta del prossimo candidato sindaco rientra in una partita nazionale. Una prospettiva che non coincide con le intenzioni di Caruso, deciso a ripresentarsi, e che ha provocato malumori anche tra i democratici cosentini. Sullo sfondo c'è il segretario regionale Nicola Irto, attorno al quale circolano indiscrezioni su un possibile asse politico con Francesco De Cicco. Un'intesa non ufficializzata, ma sufficiente ad alimentare ulteriori tensioni nel partito.

​Il peso politico di Nicola Adamo e De Cicco

​A rendere ancora più complicata la partita è intervenuto anche Nicola Adamo. L'ex vicepresidente della Regione, dopo la rottura con Caruso, ha avvertito il centrosinistra che costruire una coalizione senza Francesco De Cicco significherebbe partire sconfitti. Una presa di posizione che riconosce il peso elettorale del consigliere regionale e gli attribuisce un ruolo determinante nella scelta del prossimo candidato sindaco. Così Caruso si ritrova stretto tra gli alleati che discutono del suo successore e una parte del suo stesso mondo politico che considera ormai indispensabile trattare con chi ha appena abbandonato la sua maggioranza.

​Il no secco di Alleanza Verdi e Sinistra

​Alleanza Verdi e Sinistra, invece, non deve ancora decidere se sostenere Caruso: ha già espresso la propria contrarietà alla sua ricandidatura. Maria Pia Funaro ha chiesto di accelerare il confronto per individuare una proposta condivisa e ha rivendicato il ruolo del territorio nella scelta del candidato. Una posizione che rende difficile immaginare una semplice ricostituzione della vecchia coalizione attorno al sindaco uscente.

​Le spaccature nel Movimento 5 Stelle

​Neppure il Movimento 5 Stelle è compatto sulla continuità amministrativa. In giunta c'è Veronica Buffone, ma la sua presenza non equivale a un sostegno unanime alla ricandidatura di Caruso. Nel Movimento convivono sensibilità diverse, riconducibili anche ai riferimenti regionali di Pasquale Tridico e Anna Laura Orrico. E proprio il nome della deputata e coordinatrice regionale pentastellata circola come possibile candidatura alternativa, capace di superare la contrapposizione tra Caruso e De Cicco. Per ora è un'ipotesi politica, non una designazione ufficiale.

​Lo strappo di Francesco De Cicco

​Poi c'è Francesco De Cicco, che ha ritirato il sostegno al sindaco dopo aver contribuito alla sua vittoria nel 2021. La rottura ha preceduto le dimissioni degli assessori Pasquale Sconosciuto e Gianluca Orrico, anche se quest'ultimo aveva già preso le distanze dal movimento del consigliere regionale. De Cicco ha annunciato di voler partecipare alla scelta del prossimo candidato del centrosinistra, portando una proposta del proprio movimento. E mentre sostiene che le decisioni debbano essere prese a Cosenza, il Pd discute di tavoli nazionali e possibili nuovi equilibri.

​Lo stallo istituzionale a Palazzo dei Bruzi

​Nel frattempo, a Palazzo dei Bruzi gli assessori rimasti continuano a percepire le indennità pur essendo stati privati delle deleghe. La consigliera Caterina Savastano ha lasciato il gruppo «Franz Caruso Sindaco» per passare al Misto e la nuova squadra di governo continua a non vedere la luce.

​Il fallimento del tentativo di rilancio

​Il sindaco aveva presentato l'azzeramento delle deleghe come uno strumento per rilanciare l'amministrazione e allargare la coalizione. Ma il risultato, almeno finora, è una crisi che si trascina mentre ogni partito cerca di sistemare i propri equilibri in vista delle elezioni.

​I nodi irrisolti della coalizione

​Caruso vorrebbe una giunta che lo accompagni fino al 2027 e, possibilmente, anche oltre. Il Pd deve prima fare pace con se stesso, Avs ha già chiesto di cambiare candidato, i Cinque Stelle valutano un'alternativa e De Cicco lavora alla propria proposta politica.

​La prospettiva del congedo politico

​A Palazzo dei Bruzi non si riesce a formare una giunta per governare gli ultimi mesi della consiliatura perché la discussione è già tutta concentrata su chi dovrà governare nei prossimi cinque anni. E Caruso pretende di ricomporre una maggioranza che, invece di preparare il rilancio della sua amministrazione, sta già preparando il suo congedo.