Il presidente della Regione Calabria conclude il dibattito in Consiglio regionale. Al centro sfruttamento lavorativo, inclusione sociale e sostegno alle famiglie delle vittime.

Un appello al senso istituzionale dopo la tragedia

Nel suo intervento conclusivo al dibattito sul caporalato seguito ai fatti di Amendolara, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha rivolto un richiamo alla responsabilità e all'unità istituzionale, sottolineando come una tragedia di tale portata debba essere affrontata senza divisioni politiche.

Il governatore ha espresso apprezzamento per il tono del confronto sviluppatosi in Consiglio regionale, evidenziando come gran parte degli interventi abbiano privilegiato il rispetto delle istituzioni e la ricerca di soluzioni concrete. Pur invitando ad attendere gli esiti delle indagini giudiziarie, Occhiuto ha sottolineato che quanto accaduto impone una riflessione profonda sui temi dello sfruttamento dei lavoratori e della mancata inclusione sociale, questioni che, a suo giudizio, non possono essere ignorate.

Le iniziative già avviate contro sfruttamento e marginalità

Il presidente della Regione ha rivendicato le azioni già messe in campo dall'amministrazione calabrese, ricordando che gli interventi sul fenomeno del caporalato e sulle condizioni dei lavoratori migranti erano stati avviati ben prima della vicenda di Amendolara.

Tra gli esempi citati figurano il superamento della tendopoli di San Ferdinando, definita una "vergogna nazionale", e la realizzazione di soluzioni abitative alternative per favorire percorsi di integrazione più dignitosi. Occhiuto ha inoltre richiamato l'attenzione sulle problematiche legate al lavoro nero, allo sfruttamento nella filiera agricola e del trasporto, nonché alle condizioni di vitto e alloggio che spesso espongono i lavoratori a situazioni di vulnerabilità e ricatto.

Un ulteriore passaggio è stato dedicato al tema dell'immigrazione e alla necessità di una maggiore capacità di coordinamento tra i diversi livelli dello Stato. Secondo il governatore, occorre favorire percorsi regolari legati alle reali esigenze del mercato del lavoro, soprattutto nei settori che registrano una carenza di figure professionali.

Solidarietà alle vittime e sostegno alle famiglie dei migranti

Nel suo intervento Occhiuto ha voluto ricordare anche la tradizione di accoglienza e solidarietà della Calabria, richiamando quanto avvenuto dopo il naufragio di Cutro, quando istituzioni e cittadini mostrarono vicinanza alle vittime senza cedere a contrapposizioni ideologiche.

Proprio in questa direzione si inserisce l'annuncio di una proposta che sarà portata all'attenzione del prossimo Consiglio regionale. Il presidente ha infatti anticipato l'intenzione di introdurre una modifica di bilancio che consenta alla Regione di sostenere economicamente i familiari dei quattro migranti uccisi ad Amendolara.

L'obiettivo è facilitare l'arrivo in Italia dei parenti per il riconoscimento delle salme e contribuire successivamente alle operazioni di rimpatrio nei Paesi di origine. Una misura che, nelle intenzioni della Giunta regionale, vuole rappresentare un gesto concreto di vicinanza umana nei confronti delle famiglie colpite dalla tragedia.