Gianfranco Trotta
Gianfranco Trotta

La Calabria non può costruire il proprio futuro economico puntando esclusivamente sul turismo e sull'agricoltura. Per garantire occupazione stabile, sviluppo e nuove opportunità produttive è necessario rilanciare anche il settore industriale, a partire dal manifatturiero e dal metalmeccanico. È il messaggio lanciato dal segretario regionale della Cgil, Gianfranco Trotta, intervenuto a Lamezia Terme durante l'iniziativa promossa dalla Cgil e dalla Fiom dal titolo “Quale futuro per l'industria calabrese?”. «Noi da sempre riteniamo che lo sviluppo di una regione non si può basare solo su turismo e agricoltura, non c'è sviluppo se non c'è manifatturiero, se non c'è metalmeccanico», ha dichiarato Trotta, denunciando la scarsa attenzione riservata al comparto industriale nel dibattito politico regionale. Secondo il sindacalista, la Calabria ha bisogno di un vero piano industriale, capace di individuare settori strategici, attrarre investimenti e creare le condizioni per una crescita economica meno dipendente dalle attività tradizionali. Una programmazione che, a suo giudizio, continua a mancare nelle politiche dei governi nazionale e regionale.

«Coinvolgere le partecipate statali per rilanciare gli investimenti»

Uno dei punti centrali della proposta della Cgil riguarda il possibile coinvolgimento delle società partecipate dallo Stato, considerate uno strumento importante per favorire nuovi insediamenti produttivi e sostenere lo sviluppo industriale della regione. «Il governo nazionale e quello regionale non ne hanno mai parlato. Chiederemo l'intervento delle partecipate statali perché in Calabria ci sono state, ma sono venute e se ne sono andate e hanno lasciato disastri in termini di lavoratori a spasso, di infrastrutture, di tutto», ha affermato il segretario regionale. Trotta ha richiamato così le conseguenze delle precedenti esperienze industriali che non hanno garantito continuità produttiva e occupazionale, sottolineando la necessità di costruire una strategia capace di evitare nuovi fallimenti. L'obiettivo del sindacato è riportare il tema dell'industria al centro dell'agenda politica, superando una visione dello sviluppo regionale concentrata prevalentemente sui comparti agricolo e turistico. Il confronto avviato a Lamezia Terme si inserisce anche nel percorso di mobilitazione sindacale che vedrà la Cgil impegnata a Roma nella giornata di sabato.

Proteste degli agricoltori, Trotta: «Solidarietà senza strumentalizzazioni»

Nel corso dell'incontro, il segretario regionale della Cgil è intervenuto anche sulle manifestazioni degli agricoltori calabresi contro il caro carburante e l'aumento dei costi di produzione, rispondendo alle critiche rivolte al sindacato per la sua presenza nelle mobilitazioni. Trotta ha chiarito che la scelta di non assumere un ruolo diretto nell'organizzazione delle proteste nasce dal rispetto delle rappresentanze di categoria e dell'autonomia del movimento agricolo. «Noi difendiamo i lavoratori, i dipendenti. Loro sono agricoltori, hanno le Confederazioni di categoria. Noi abbiamo espresso con un comunicato stampa il massimo rispetto, la massima solidarietà. Non abbiamo voluto mettere il cappello sulla manifestazione perché non era giusto», ha spiegato. Il segretario ha ricordato, inoltre, che la Cgil ha partecipato alla manifestazione nazionale organizzata a Cosenza, dopo aver ricevuto l'invito degli organizzatori. Una posizione con la quale il sindacato intende ribadire la propria vicinanza alle difficoltà del mondo agricolo, evitando al tempo stesso sovrapposizioni tra le diverse organizzazioni di rappresentanza.

Carovita ed energia, l'appello a una mobilitazione più ampia

Per Trotta, tuttavia, le proteste degli agricoltori rappresentano soltanto una parte di un disagio economico che coinvolge numerose categorie produttive e le famiglie. L'aumento dei prezzi dell'energia elettrica e dei carburanti, secondo il segretario regionale, sta mettendo sotto pressione l'intero sistema economico, rendendo sempre più difficile sostenere i costi delle attività produttive e le spese quotidiane. «C'è bisogno di un movimento di popolo, perché il carovita non incide solo sui lavoratori dell'agricoltura. Incide sulle famiglie», ha sottolineato Trotta, invitando a superare polemiche e contrapposizioni politiche. Il sindacalista ha quindi richiamato l'attenzione sulle condizioni delle imprese agricole che rischiano di non riuscire a proseguire l'attività a causa dell'aumento dei costi. «Io toglierei le beghe politiche, le passerelle che si fanno. Lì c'è gente che non arriva a tenere aperte le aziende ed è un problema non per i calabresi, ma per tutta l'Italia», ha dichiarato. La questione energetica, dunque, si intreccia con quella industriale e occupazionale. Per la Cgil, affrontare l'emergenza dei costi e costruire una prospettiva di sviluppo produttivo rappresentano due esigenze strettamente collegate. Il messaggio emerso dall'iniziativa di Lamezia Terme è quello di una Calabria che deve ampliare la propria base economica, affiancando alle vocazioni agricole e turistiche un settore industriale capace di generare lavoro, investimenti e nuove opportunità per il territorio.