Mario Occhiuto
Mario Occhiuto

Una Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione. È questo l’obiettivo del disegno di legge n. 1592, già approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato, che individua nel 3 maggio la data simbolo per ricordare chi ha pagato con la vita il proprio impegno per l’informazione.

A illustrarne i contenuti è il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, relatore del provvedimento, che sottolinea come il testo si inserisca in un contesto internazionale in cui il tema della sicurezza dei giornalisti e della libertà di stampa è sempre più centrale.

Non una festività ma un impegno condiviso

Il provvedimento non istituisce una festività civile e non comporta modifiche all’organizzazione delle attività lavorative o amministrative. La scelta, spiega Occhiuto, è quella di creare uno spazio di riflessione e memoria, lasciando alle istituzioni e alla società il compito di riempirlo di contenuti concreti.

Lo Stato, le Regioni e gli enti locali potranno promuovere iniziative culturali, incontri pubblici e momenti di approfondimento, anche in collaborazione con le associazioni e gli organismi del settore giornalistico.

Comunicazione e memoria come strumenti di sensibilizzazione

Un ruolo importante è affidato alla comunicazione istituzionale e al servizio pubblico, chiamati a diffondere campagne di sensibilizzazione e a raggiungere un pubblico ampio.

Il testo introduce inoltre una forma stabile di memoria attraverso la pubblicazione, sui siti della Presidenza del Consiglio e dell’Ordine dei giornalisti, dell’elenco dei professionisti uccisi durante l’esercizio della loro attività.

Scuola e formazione al centro del progetto

Il provvedimento coinvolge anche il sistema educativo. Scuole, università e istituti di formazione giornalistica potranno promuovere iniziative didattiche dedicate, collegandole ai principi sanciti dall’Articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di espressione e di informazione.

Un passaggio fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni il valore del giornalismo e il ruolo che esso svolge nella società democratica.

Attenzione a minacce e odio online

Il disegno di legge richiama anche il tema delle minacce e delle aggressioni nei confronti dei giornalisti, comprese quelle che si sviluppano nel contesto digitale.

In questo senso, vengono promosse campagne contro il linguaggio d’odio e tutte quelle pratiche che mirano a indebolire il lavoro dell’informazione e la fiducia nei confronti della stampa.

Una legge simbolica ma concreta

Secondo Occhiuto, si tratta di una legge essenziale, che non introduce nuovi oneri per la finanza pubblica ma utilizza risorse già disponibili, indicando una direzione chiara.

Ricordare i giornalisti uccisi, sottolinea il senatore, significa riconoscere che la libertà di informazione non è un valore scontato, ma un equilibrio fragile che deve essere costruito e difeso ogni giorno. Una memoria che non riguarda solo la categoria, ma l’intera comunità.