Duonnu Pantu torna ad Aprigliano: due giorni di arte, poesia e cinema nel segno della libertà
Il 21 e 22 agosto la seconda edizione del Festival dedicato ai “poeti ribelli del ’600”: mostre, installazioni, dialoghi e cinema per ricordare Francesca Marchese attraverso il progetto culturale che aveva immaginato

«Amure, amure, chi de mia vita sì patrune». È da questo verso che prende idealmente avvio la seconda edizione del Festival Duonnu Pantu, in programma ad Aprigliano il 21 e 22 agosto.
Figura realmente esistita ma avvolta nei secoli da un’aura quasi leggendaria, Duonnu Pantu viene ricordato come una delle voci più irriverenti della poesia dialettale calabrese del Seicento. Satira, erotismo, dialetto e libertà espressiva diventano così il punto di partenza per una manifestazione che prova a riportare quello stesso spirito nel presente.
L’edizione 2026, finanziata con fondi POC Calabria 2014/2020, Azione 6.8.3, porta un titolo che ne chiarisce subito l’identità: “I poeti ribelli del ’600”.
Il ricordo di Francesca Marchese dentro il progetto
Quella di quest’anno sarà inevitabilmente un’edizione diversa. La direzione artistica porta infatti il nome di Francesca Marchese, scomparsa lo scorso 19 marzo.
Il Festival, però, non vuole trasformarsi in una commemorazione. Programma, scelte artistiche e impostazione sono quelli che Marchese aveva immaginato, e sarà proprio la realizzazione del progetto a mantenerne viva la presenza.
Nella sua visione l’arte doveva essere anche strumento civile, capace di affrontare il tema dell’eros, dell’identità e delle differenze attraverso linguaggi inclusivi e rivolti a tutte le fasce d’età. Una riflessione sulla libertà individuale e collettiva che attraverserà l’intera manifestazione.
Frida Castelli per la prima volta in Calabria
Tra gli appuntamenti più attesi c’è l’arrivo per la prima volta in Calabria di Frida Castelli.
L’artista e illustratrice ha costruito un universo fortemente riconoscibile attorno al corpo, al desiderio, alla distanza e all’intimità. I suoi lavori, nati inizialmente come una sorta di diario amoroso privato e poi diventati molto popolari sul web, raccontano una sessualità esplicita ma profondamente autobiografica e sentimentale.
La Biblioteca Comunale ospiterà la sua personale. In apertura sarà inoltre svelata un’opera inedita realizzata appositamente per il Festival e dedicata a Francesca Marchese.
“Carne Viva” dentro un’ex macelleria
L’arte uscirà però anche dagli spazi tradizionali. In via Calvelli un’ex macelleria diventerà per due giorni una pop-up exhibition dal titolo “Carne Viva”.
La collettiva accoglierà tre lavori: “Blocking” di Emanuela Muzzupappa, “Heartbreak is an old curse” di Giacomo Napoletani e “6/8 – Sei ottavi” di Giulia Rossi.
Il luogo conserverà idealmente la memoria della propria funzione originaria, trasformando la carne da elemento materiale a linguaggio artistico legato ai corpi, alle immagini e alle emozioni.
«Quest’anno la parola chiave che mi ha guidato negli allestimenti è “cura”», spiega la curatrice Francesca Florio, che parla di opere capaci di condurre il pubblico verso uno sguardo più intimo e personale.
Un Festival diffuso nel borgo
Biblioteca Comunale, via Calvelli, Sala Polifunzionale e Largo Santa Domenica diventeranno le tappe di un percorso culturale diffuso dentro Aprigliano.
A Largo Santa Domenica torneranno anche i “Dialoghi Irriverenti”, condotti da Luciana De Rose, pensati come momenti di confronto costruiti attorno alla libertà della parola e alla provocazione.
L’obiettivo è trasformare il paese in un luogo attraversato dall’arte, senza separazioni nette tra spettacolo, spazio urbano e pubblico.
Il cinema chiude entrambe le giornate
Il cinema avrà un ruolo centrale nella parte conclusiva delle due serate. Il 21 agosto Luigi Simone Veneziano dialogherà con il docente Giulio Le Pera prima della proiezione de “Il Sogno di Jacob”, docufilm dedicato a Nik Spatari e al MUSABA.
Il 22 agosto sarà invece protagonista Tina Colao, già presente nella prima edizione, con una nuova installazione emotiva e sensoriale ospitata nella Sala Polifunzionale.
La chiusura sarà affidata a Francesco Costabile, tra i nomi più significativi del nuovo cinema calabrese, con la proiezione del suo film d’esordio “Una femmina”. Un’opera che, attraverso la ribellione della protagonista Rosa contro un sistema familiare e criminale, si lega perfettamente al tema dell’edizione: disobbedire all’ordine imposto.
Il programma del 21 agosto
La prima giornata inizierà alle 18.30 a Largo Santa Domenica con l’apertura ufficiale del Festival e la presentazione del cocktail E=mc³, preparato da Giuseppe Salvatore Grosso Ciponte, insieme ai “PantuStorti” di Panestorto, a cura di Monica Florio.
Alle 20 in via Calvelli sarà inaugurata la collettiva “Carne Viva”, mentre alle 20.30 alla Biblioteca Comunale si terrà il vernissage della personale di Frida Castelli.
Alle 21 spazio ai “Dialoghi Irriverenti”, seguiti alle 22 dalla conversazione tra Luigi Simone Veneziano e Giulio Le Pera e dalla proiezione de “Il Sogno di Jacob”.
Il programma del 22 agosto
La seconda giornata prenderà il via alle 18.30 a Largo Santa Domenica con la presentazione della mostra sensoriale di Tina Colao e la conversazione con l’artista.
Alle 19, nella Sala Polifunzionale, saranno inaugurate la mostra e l’installazione, accompagnate ancora dal cocktail E=mc³ e dai PantuStorti.
Alle 20.30 torneranno i “Dialoghi Irriverenti”, mentre alle 22 l’ultima parte del Festival sarà dedicata all’incontro con Francesco Costabile e alla proiezione di “Una femmina”.
Due giornate, dunque, costruite attorno a linguaggi diversi ma unite dallo stesso filo: rompere le convenzioni e usare l’arte come spazio di libertà.