Disabilità in Calabria, solo 8 Comuni su 404 hanno un garante: nasce una rete regionale
Il Consiglio regionale avvia un progetto per rafforzare la tutela delle persone con disabilità e sostenere le famiglie. Cirillo e Siclari puntano a coinvolgere tutti i Comuni, con particolare attenzione ai piccoli centri e alle aree interne

Il Consiglio regionale avvia un progetto per rafforzare la tutela delle persone con disabilità, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne. Cirillo e Siclari chiedono ai sindaci di aderire alla nuova rete territoriale.
Una rete di Garanti per avvicinare le istituzioni alle persone con disabilità
Rafforzare la presenza delle istituzioni sul territorio e offrire alle persone con disabilità e alle loro famiglie punti di riferimento facilmente accessibili, anche nei centri più piccoli della Calabria. È l'obiettivo della nuova rete regionale dei Garanti per la disabilità, un progetto approvato dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e presentato dal presidente Salvatore Cirillo insieme al garante regionale Ernesto Siclari. L'iniziativa nasce dalla necessità di superare le difficoltà di intervento nei territori più periferici, dove spesso le famiglie non dispongono di interlocutori istituzionali ai quali segnalare problemi o chiedere assistenza. Il progetto prevede la possibilità per i Comuni di nominare un proprio garante, inserendolo in un sistema di coordinamento regionale. Una struttura che consentirebbe di raccogliere con maggiore precisione le esigenze delle comunità locali e di favorire un collegamento diretto con il Consiglio regionale. Cirillo ha sottolineato come la proposta abbia ottenuto il sostegno unanime delle forze politiche, evidenziando l'importanza di costruire una rete capace di raggiungere anche i borghi delle aree interne, nei quali le difficoltà di accesso ai servizi possono risultare particolarmente accentuate.
Soltanto otto Comuni su 404 hanno nominato un garante
Il dato che emerge dalla ricognizione illustrata da Siclari evidenzia una diffusione ancora estremamente limitata di questa figura istituzionale. Su 404 Comuni calabresi, soltanto otto hanno provveduto alla nomina di un garante per la disabilità. Una situazione che rende difficile garantire una presenza capillare e un monitoraggio costante delle problematiche affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità. La nuova iniziativa punta quindi a sollecitare le amministrazioni comunali, offrendo supporto anche nella definizione delle procedure necessarie alla nomina. L'intenzione è individuare percorsi amministrativi che permettano ai Consigli comunali o, dove consentito dalle disposizioni applicabili, ai sindaci di procedere all'individuazione del garante, superando eventuali ostacoli organizzativi. Secondo Siclari, una maggiore diffusione di queste figure consentirebbe non soltanto di rendere più immediato il rapporto tra cittadini e istituzioni, ma anche di fornire all'ufficio regionale informazioni più dettagliate sulle criticità presenti nei diversi territori. L'obiettivo è costruire un sistema stabile di collaborazione, nel quale le segnalazioni raccolte a livello locale possano contribuire a orientare gli interventi e migliorare la tutela dei diritti.
Piccoli Comuni, possibili garanti condivisi tra più amministrazioni
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda le realtà comunali di dimensioni ridotte, che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell'istituzione autonoma della figura del garante. Per queste amministrazioni viene prospettata anche la possibilità di individuare un referente condiviso tra più Comuni, attraverso forme di collaborazione territoriale. Siclari ha richiamato l'esperienza già presente nell'Ambito socio-territoriale di Paola, dove un unico garante esercita le proprie funzioni a servizio di diversi enti locali. Un modello che potrebbe essere adottato anche in altre aree della Calabria, favorendo una copertura più ampia senza gravare eccessivamente sulle singole amministrazioni. Il garante regionale ha inoltre annunciato l'avvio di incontri, convegni e iniziative informative rivolte ai sindaci e ai Consigli comunali, con l'obiettivo di illustrare le opportunità offerte dalla nuova rete e incentivare le nomine. Il percorso sarà aperto a tutte le amministrazioni, indipendentemente dall'appartenenza politica, nella prospettiva di rafforzare il dialogo con le persone con disabilità e rendere più efficace la risposta delle istituzioni alle loro esigenze. La sfida sarà trasformare il progetto approvato dal Consiglio regionale in una presenza concreta e continuativa nei territori, riducendo le distanze tra le famiglie e gli organismi preposti alla tutela dei loro diritti.