San Ferdinando, rimosse le ultime baracche della tendopoli dopo quasi trent’anni
Mantovano, Ciciliano e Occhiuto in Calabria per lo smantellamento definitivo e la visita ai nuovi alloggi destinati ai lavoratori migranti
Mantovano, Ciciliano e Occhiuto saranno presenti alle operazioni di smantellamento. Successivamente è prevista la visita ai nuovi alloggi destinati ai migranti in contrada Serricella
La fine della tendopoli di San Ferdinando
Venerdì 31 luglio, intorno alle ore 10, saranno rimosse definitivamente le ultime baracche della tendopoli di San Ferdinando, nel Reggino. L’intervento segnerà la conclusione di una realtà nata quasi trent’anni fa e divenuta nel tempo uno dei simboli più evidenti dell’emergenza abitativa vissuta dai lavoratori migranti impiegati nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. Lo smantellamento dell’insediamento rappresenta un passaggio atteso da anni, dopo le numerose criticità legate alle condizioni igienico-sanitarie, alla sicurezza e alla precarietà delle sistemazioni.
In Calabria Mantovano, Ciciliano e Occhiuto
Alle operazioni parteciperanno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il commissario di Governo, prefetto Fabio Ciciliano. Con loro sarà presente anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. La presenza delle autorità nazionali e regionali sottolinea il valore istituzionale dell’intervento, destinato a chiudere una lunga stagione caratterizzata da soluzioni provvisorie e condizioni abitative difficili per centinaia di migranti arrivati nella Piana per lavorare nel comparto agricolo.
La visita ai nuovi alloggi di contrada Serricella
Dopo il completamento dello smantellamento, la delegazione si sposterà in contrada Serricella per visitare i nuovi alloggi messi a disposizione dei lavoratori migranti. Il trasferimento nelle nuove strutture punta a garantire sistemazioni più dignitose e adeguate, superando definitivamente il modello delle baracche. La rimozione della tendopoli apre così una nuova fase per San Ferdinando e per l’intera Piana di Gioia Tauro, dove resta centrale la necessità di accompagnare l’accoglienza abitativa con servizi, integrazione e tutela dei diritti dei lavoratori.