La mobilità nella città di Cosenza assume una funzione sempre più centrale nel futuro dell’area urbana e, con essa, torna al centro del dibattito anche il ruolo delle infrastrutture destinate al trasporto pubblico. Tra queste, l’autostazione di Cosenza rappresenta ormai da tempo uno dei nodi più discussi: una struttura che continua a svolgere una funzione essenziale per migliaia di utenti, ma che convive con condizioni strutturali e ambientali che alimentano critiche e preoccupazioni, soprattutto nelle ore serali, quando la percezione di insicurezza diventa ancora più evidente.

È proprio da questa situazione che parte una nuova riflessione dell’Unione Sindacale di Base, che prova a spostare il confronto da una semplice alternativa tra “vecchia” e “nuova” autostazione a una visione più ampia dell’intero sistema della mobilità cosentina.

La questione, secondo USB, non sarebbe infatti quella di scegliere se mantenere l’attuale autostazione oppure trasferirla a Vaglio Lise. La soluzione ritenuta più razionale sarebbe quella di creare due terminal distinti, con funzioni differenti ma complementari, all’interno di un unico sistema integrato.

L’idea è semplice: lasciare l’attuale autostazione nel cuore della città come terminal della mobilità urbana e suburbana, collegandola anche al futuro BRT Cosenza-Rende-Castrolibero, e destinare invece Vaglio Lise ai servizi extraurbani, regionali, interregionali e di lunga percorrenza, sfruttando la presenza delle infrastrutture ferroviarie già esistenti.

Non due autostazioni in concorrenza, dunque, ma due nodi dello stesso sistema.

L’autostazione centrale e il futuro del BRT

Per USB, l’attuale autostazione non dovrebbe essere abbandonata, ma dovrebbe cambiare progressivamente funzione.

Oggi il terminal centrale concentra servizi di diversa natura, compresi quelli extraurbani e a lunga percorrenza. La proposta è invece quella di specializzarlo sulla mobilità quotidiana dell’area urbana: trasporto urbano, suburbano e futuro BRT.

Proprio il Bus Rapid Transit Cosenza-Rende-Castrolibero viene indicato come uno degli elementi decisivi di questa trasformazione. Il progetto, destinatario di un primo finanziamento regionale di 8 milioni di euro nell’ambito dei 30 milioni programmati, punta a rafforzare i collegamenti tra Cosenza, Rende, Castrolibero e l’Università della Calabria attraverso un sistema rapido di trasporto su gomma.

USB ricorda, inoltre, come una proposta analoga per Cosenza fosse stata avanzata già in passato dal professor Gattuso, componente del comitato NoMetro, alla vigilia delle elezioni comunali che portarono alla vittoria di Mario Occhiuto, in alternativa alla realizzazione della metroleggera.

In questo scenario, secondo il sindacato, l’attuale autostazione potrebbe diventare uno dei riferimenti principali del nuovo sistema BRT, senza perdere la propria centralità urbana.

Cambierebbe, in sostanza, la funzione: da terminal indistinto per ogni tipologia di servizio a terminal della mobilità dell’area urbana.

Vaglio Lise come porta della mobilità territoriale

La seconda parte della proposta riguarda invece Vaglio Lise, individuata come sede naturale per concentrare i collegamenti di carattere territoriale.

L’area possiede infatti una caratteristica difficilmente replicabile altrove: la presenza contemporanea della rete ferroviaria nazionale, delle Ferrovie della Calabria e di importanti collegamenti viari, oltre a superfici potenzialmente utilizzabili per l’interscambio.

Da qui l’idea di trasformare Vaglio Lise nel terminal dei servizi extraurbani provinciali e regionali, dei collegamenti interregionali e dei servizi automobilistici a lunga percorrenza, affiancando alle funzioni di trasporto anche aree di sosta e regolazione dei mezzi e spazi di ristoro per gli operatori costretti a rimanere a lungo in attesa tra una corsa e l’altra.

L’obiettivo sarebbe quello di costruire un vero hub ferro-gomma.

Un passeggero proveniente da un autobus extraurbano potrebbe proseguire il proprio viaggio utilizzando Trenitalia o Ferrovie della Calabria. Allo stesso modo, chi arriva in treno potrebbe intercettare direttamente un collegamento su gomma.

È questo, nella visione di USB, il significato concreto dell’intermodalità.

Una logica che, secondo il sindacato, troverebbe già un precedente nel progetto BRT dell’area urbana, che prevede a Rende la realizzazione di nodi intermodali e, in particolare, a Quattromiglia, anche un hub destinato agli autobus extraurbani.

Meno autobus nel centro, senza lasciare il centro senza trasporti

La separazione delle funzioni avrebbe anche un effetto diretto sulla mobilità cittadina.

Portare a Vaglio Lise una parte consistente dei servizi extraurbani e soprattutto dei collegamenti interregionali e a lunga percorrenza significherebbe ridurre il numero di autobus diretti verso l’attuale autostazione, diminuendo di conseguenza manovre, soste prolungate e traffico pesante nelle strade circostanti.

Potrebbero diminuire anche le emissioni atmosferiche e acustiche legate ai mezzi in attesa.

Ma USB pone una condizione politica precisa: la riorganizzazione non deve tradursi in un arretramento per gli utenti.

Il rischio, infatti, sarebbe quello di risolvere i problemi del centro semplicemente spostandoli sui cittadini che utilizzano il trasporto pubblico. Per questo l’autostazione centrale, nella proposta, continuerebbe a essere pienamente servita, ma dai mezzi coerenti con la sua funzione: urbano, suburbano e BRT.

Parallelamente, diventerebbe indispensabile rafforzare i collegamenti di adduzione verso Vaglio Lise e costruire una vera integrazione tariffaria.

Il nodo del Convention & Expo Center

Ed è proprio a questo punto che il ragionamento dell’USB incrocia un altro tema tornato recentemente al centro del dibattito cittadino: il futuro dell’area di Vaglio Lise e l’ipotesi di realizzarvi un grande Convention & Expo Center.

Il progetto, rilanciato nelle ultime settimane sulla scia di una proposta già avanzata nel 2021, immagina un polo multifunzionale destinato a congressi, fiere, eventi e altre attività, con l’ipotesi originaria di una struttura di circa 65 mila metri quadrati, comprensiva di padiglioni espositivi e sale congressuali.

USB non manifesta una contrarietà pregiudiziale alla realizzazione di un Palacongressi. Il punto, però, viene posto in termini diversi: prima di stabilire cosa fare degli spazi di Vaglio Lise, occorre decidere quale funzione strategica dovrà avere quell’area nel sistema dei trasporti della città.

Per il sindacato, Vaglio Lise rappresenta infatti una vera e propria “culla naturale dell’intermodalità”, proprio per la convergenza tra ferrovia nazionale, Ferrovie della Calabria, viabilità e spazi destinabili all’interscambio.

Una struttura congressuale potrebbe eventualmente convivere con questa funzione, all’interno di una progettazione complessiva dell’area. Ma non dovrebbe essere la destinazione del polo fieristico a determinare il futuro della mobilità.

La priorità, nella visione USB, è dunque inversa: prima definire la funzione trasportistica di Vaglio Lise e, successivamente, individuare ciò che può integrarsi con essa.

Due terminal, un solo sistema

La proposta dell’USB si può così riassumere in un nuovo modello organizzativo della mobilità cosentina.

L’attuale autostazione rimarrebbe il terminal della mobilità urbana e suburbana, diventando uno dei nodi di riferimento del futuro BRT e degli spostamenti quotidiani tra Cosenza, Rende, Castrolibero e gli altri centri dell’area urbana.

Vaglio Lise diventerebbe invece il terminal della mobilità territoriale, destinato ai servizi extraurbani, regionali, interregionali e di lunga percorrenza, in connessione diretta con Trenitalia e Ferrovie della Calabria.

Due terminal, dunque. Due funzioni differenti. Ma una sola rete.

Ed è proprio questa, secondo USB, la direzione nella quale dovrebbe muoversi la discussione sul futuro della mobilità a Cosenza: non una semplice scelta logistica su dove collocare un’autostazione, ma la costruzione di un sistema capace di mettere in relazione città, area urbana, territorio regionale e rete ferroviaria, trasformando Vaglio Lise da area di transito a vero nodo strategico dell’intermodalità cosentina.