Incendi nel Catanzarese, Codacons accusa: «Prevenzione insufficiente e territorio trascurato»
Dopo i roghi tra Squillace, Copanello e il bivio Nalini, l’associazione annuncia un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti per verificare eventuali omissioni nella manutenzione
Gli incendi che hanno colpito il litorale tra Squillace e Copanello di Stalettì, costringendo numerosi bagnanti ad abbandonare gli stabilimenti balneari, e quelli divampati nei pressi del bivio Nalini, alle porte di Catanzaro, non sarebbero eventi del tutto imprevedibili.
È la posizione espressa dal Codacons, che riconduce quanto accaduto a un sistema di prevenzione e gestione del territorio ritenuto insufficiente. Secondo l’associazione dei consumatori, mentre Vigili del Fuoco e volontari erano impegnati in oltre 150 interventi in tutta la Calabria, si sarebbe riproposto il consueto rimpallo di responsabilità tra gli enti competenti.
Le segnalazioni sulla vegetazione incolta
Il Codacons sostiene di avere già segnalato nei mesi scorsi lo stato di degrado di numerose aree lungo la viabilità, richiamando l’attenzione sulla presenza di sterpaglie e vegetazione non rimossa.
Per l’associazione, questi elementi avrebbero favorito la propagazione delle fiamme e aggravato gli effetti degli incendi. Non sarebbe quindi corretto attribuire quanto accaduto esclusivamente alle condizioni meteorologiche o alla presenza del vento.
Una manutenzione più costante, secondo il Codacons, avrebbe potuto ridurre il rischio e limitare almeno in parte le conseguenze dei roghi.
Le competenze degli enti sulla manutenzione
Nel documento diffuso dall’associazione vengono richiamate le responsabilità dei diversi enti nella gestione e nella manutenzione del territorio.
Anas è chiamata a garantire la sicurezza delle strade statali e delle relative pertinenze, mentre i Comuni devono vigilare sulle aree urbane, contrastare le situazioni di incuria e tutelare le infrastrutture locali. Alla Provincia spettano invece competenze sulla rete viaria provinciale e sulle attività di manutenzione delle aree adiacenti.
Particolare attenzione viene rivolta alla Provincia di Catanzaro. Il Codacons richiama una risposta ricevuta dall’ente dopo una precedente diffida, nella quale sarebbe stato evidenziato che il personale disponibile per la manutenzione è composto da appena 15 operai a fronte di circa 1.800 chilometri di strade provinciali.
Di Lieto: «Difficoltà strutturali negli enti locali»
Secondo il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, questi numeri dimostrerebbero le difficoltà strutturali nelle quali versano gli enti locali e l’impossibilità di garantire pienamente gli interventi di manutenzione previsti dalla normativa.
L’associazione richiama anche il tema della protezione delle infrastrutture comunali, facendo riferimento ai danni subiti da alcuni depuratori durante gli incendi.
Per il Codacons, oltre a denunciare le conseguenze dei roghi, le amministrazioni locali avrebbero dovuto predisporre in anticipo la pulizia delle aree circostanti agli impianti considerati maggiormente esposti.
Droni utili, ma non sostituiscono la prevenzione
Un ulteriore punto critico riguarda le strategie regionali di contrasto agli incendi. Il Codacons riconosce l’utilità dei droni e dei sistemi tecnologici per il monitoraggio e l’individuazione tempestiva dei focolai, ma ritiene che tali strumenti non possano sostituire gli interventi materiali sul territorio.
Secondo Di Lieto, la prevenzione dovrebbe passare soprattutto dal rafforzamento del personale addetto alla manutenzione forestale e stradale, dallo sfalcio della vegetazione e dalla pulizia ordinaria delle aree più vulnerabili.
La tecnologia, dunque, potrebbe rappresentare un supporto importante, ma non una soluzione alternativa alla manutenzione costante.
Annunciato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti
Il Codacons ha infine annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Corte dei Conti, chiedendo di verificare l’eventuale presenza di responsabilità nella gestione della prevenzione degli incendi.
L’associazione sollecita accertamenti su possibili omissioni negli obblighi di manutenzione e sulla quantificazione di un eventuale danno erariale collegato alle ingenti risorse pubbliche impiegate per affrontare le emergenze.
Secondo il Codacons, una parte delle conseguenze avrebbe potuto essere evitata o contenuta attraverso una gestione più efficace del territorio e un’attività preventiva più capillare.