Calabria, festival di volley: Andrea Zorzi protagonista fino al 29 maggio
Il campione di volley chiude con successo l'edizione 2026 tra Reggio Calabria, Taurianova, Locri e Cosenza
Lo sport come racconto umano, storico e sociale, lontano dalla retorica della performance a tutti i costi. È questa una delle linee narrative che hanno attraversato i due spettacoli portati in scena nei giorni scorsi in Calabria da Andrea Zorzi, leggenda della pallavolo italiana e protagonista del “Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival”, la rassegna promossa da Traiectoriae con il sostegno del Ministero della Cultura e la direzione artistica di Domenico Gatto e Renato Bonajuto.
L’ex pallavolista azzurro, due volte campione del mondo, tre volte campione europeo e medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta, ha incontrato il pubblico prima a Reggio Calabria e poi a Locri con due spettacoli capaci di unire teatro, memoria, sport e riflessione sociale.
Il viaggio tra le Olimpiadi e la storia dell’umanità
Giovedì 21 maggio Zorzi è salito sul palco del Cartoline After Club di Reggio Calabria insieme all’attrice Beatrice Visibelli per proporre “Avventuroso viaggio a Olimpia”, spettacolo con drammaturgia e regia di Nicola Zavagli.
Attraverso parole, movimento e interpretazione scenica, lo spettacolo ha accompagnato gli spettatori in un percorso che intreccia sport, filosofia, rapporti umani, migrazioni e condizione femminile, creando un continuo dialogo tra passato e presente.
“L’idea era quella di provare a usare insieme la parola e il corpo per raccontare una storia antica”, ha spiegato Zorzi al termine della rappresentazione, sottolineando come il racconto delle Olimpiadi sia spesso filtrato da memorie imperfette e da interpretazioni sedimentate nel tempo.
“La magnifica imperfezione” tra volley e vita
Il giorno successivo il festival si è spostato al Palazzo della Cultura di Locri con “La magnifica imperfezione - Giro del mondo su una palla in volo”, altro spettacolo firmato da Nicola Zavagli e interpretato ancora da Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli.
Questa volta il viaggio ha attraversato cinque continenti e un secolo di storia, seguendo il percorso internazionale della pallavolo e il suo sviluppo nel Novecento.
“È affascinante vedere come questo sport si sia mosso e sviluppato in tutto il mondo”, ha raccontato Zorzi, ricordando città simbolo del volley internazionale come Tokyo, Mosca, gli Stati Uniti e il Brasile.
Ma lo spettacolo va oltre la semplice narrazione sportiva. Al centro emerge infatti una riflessione critica sulla società contemporanea e sull’eccessiva enfasi attribuita alla vittoria e alla performance.
La critica alla cultura del vincente
Uno dei temi più forti affrontati da Zorzi riguarda la trasformazione degli atleti in modelli assoluti e irraggiungibili.
“Lo sport rischia di essere retoricamente manipolato”, ha spiegato l’ex campione, sottolineando come oggi venga spesso raccontato attraverso una logica estrema che divide il mondo soltanto tra vincenti e perdenti.
“Sportivizzare la società è molto pericoloso”, ha aggiunto, evidenziando il rischio di applicare rigidamente alla vita quotidiana le regole della competizione sportiva.
Secondo Zorzi, la contemporaneità tende ad amplificare il mito della perfezione e del successo assoluto, cancellando tutte le sfumature intermedie.
“Un vincente è uno che ha perso tante partite e ne vince qualcuna”, ha affermato, criticando una cultura che elegge la vittoria a unico modello possibile.
Il festival verso il gran finale
Dopo il successo degli appuntamenti con Andrea Zorzi, il “Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival” si avvia ora verso la conclusione con altri eventi dedicati alla contaminazione tra teatro, musica e cultura.
Il 29 maggio il Cartoline After Club di Reggio Calabria ospiterà “Callas/Pasolini - Inutilizzabili deduzioni”, spettacolo dedicato all’incontro tra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini con Mele Ferrarini e Mila Manzini. La rappresentazione sarà proposta anche il giorno successivo all’Accademia Senocrito di Locri.
Sempre il 29 maggio, ma a Taurianova, spazio alla musica con il Trio Elysium e lo spettacolo “Metamorfosi sonore”, mentre la chiusura ufficiale del festival sarà affidata il primo giugno al concerto “Laude di San Francesco” nella Chiesa di San Domenico di Cosenza.