Le angiole
Le angiole

A Cetraro, per andare a pesca, questa volta non sono servite né barche né canne. È bastato scendere in spiaggia e portarsi dietro quello che si aveva in casa. Secchi, bacinelle, cassette e persino scolapasta. Sì, proprio quelli che normalmente si utilizzano per scolare la pasta. Perché quando il mare decide di portare il pesce direttamente sulla sabbia, anche gli utensili da cucina possono trasformarsi in attrezzi da pesca.

​È accaduto sulla spiaggia di Cetraro, dove una quantità impressionante di piccoli pesci, conosciuti localmente come «angiole», è arrivata fino alla battigia, in molti casi ancora viva. Uno spettacolo insolito che ha richiamato pescatori, residenti e curiosi. La voce si è sparsa rapidamente e in poco tempo la spiaggia si è trasformata in un punto di raccolta improvvisato.

​Una festa popolare sulla costa

​C'era chi utilizzava le reti, chi riempiva i recipienti e chi si arrangiava con quello che aveva trovato in cucina. Una scena che, vista da lontano, poteva sembrare quasi una festa popolare. Nessuna sofisticata attrezzatura, nessuna imbarcazione, soltanto il mare che restitutiva una quantità di pesce tale da consentirne la raccolta direttamente sulla riva.

​Per chi conosce la costa tirrenica calabrese, tuttavia, le angiole non rappresentano una novità assoluta. La loro comparsa vicino alla riva appartiene anche alla memoria delle comunità marinare, quando l'arrivo dei banchi di piccoli pesci diventava un'occasione per ritrovarsi sulla spiaggia e portare a casa qualcosa da mettere in padella.

​Tradizione gastronomica e antichi sapori

​Le angiole fanno parte anche della tradizione gastronomica locale. C'è chi le prepara fritte, chi preferisce cucinarle in tegame con pomodorini, origano e peperoncino. Una cucina semplice, legata al pescato e alle abitudini delle famiglie della costa, dove un tempo il mare rappresentava una risorsa alimentare quotidiana, prima ancora che un'attrazione turistica.

​Tra cause naturali e interrogativi aperti

​Ma dietro questa abbondanza improvvisa c'è anche un fenomeno naturale che merita di essere compreso. Perché tanti pesci sono finiti contemporaneamente sulla spiaggia? Una possibile spiegazione riguarda il comportamento dei banchi di piccoli pesci che, inseguiti dai predatori, cercano riparo nelle acque più basse, fino a raggiungere la battigia. Anche le correnti e le variazioni della temperatura marina possono influenzarne gli spostamenti. Al momento, però, non esiste una spiegazione scientifica accertata per quanto accaduto a Cetraro.

​C'è poi un altro particolare da chiarire. Il nome «angiola» appartiene al linguaggio popolare della costa, ma le cronache dell'episodio non forniscono un'identificazione scientifica precisa della specie. Un'informazione tutt'altro che secondaria, perché dalla specie e dalle dimensioni degli esemplari dipendono anche le regole che disciplinano la pesca e la raccolta. Il fatto che i pesci arrivino spontaneamente sulla spiaggia, infatti, non significa necessariamente che possano essere prelevati senza rispettare le norme.

​L'ironia della natura sulla battigia

​Per il momento resta soprattutto l'immagine di una spiaggia autunnale improvvisamente animata come in piena estate. Una folla richiamata non da uno spettacolo organizzato, ma da qualcosa che il mare ha portato a riva. E in tempi in cui il pesce fresco costa sempre di più, vedere tanta gente raccoglierlo con uno scolapasta ha anche un suo irresistibile risvolto ironico: a Cetraro, per una volta, il pesce non è passato dalla pescheria. È arrivato direttamente in cucina.