Legge di Bilancio 2026: quadro programmatico, impatti finanziari e redistribuzione delle risorse
Una manovra che combina misure fiscali, interventi sociali e investimenti pubblici con l’obiettivo di sostenere la crescita e mantenere l’equilibrio dei conti nel triennio 2026-2028
La legge di bilancio 2026 delinea un impianto di finanza pubblica che punta a sostenere la crescita, accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro e mantenere il controllo dei conti nel triennio 2026-2028. La struttura complessiva emerge dall’integrazione tra le innovazioni normative e gli interventi contabili: la Sezione I introduce misure fiscali e sociali di carattere strutturale, mentre la Sezione II aggiorna le previsioni di entrata e di spesa sulla base della legislazione vigente, operando rimodulazioni, rifinanziamenti e definanziamenti che non richiedono nuove norme. Secondo i prospetti ufficiali, l’azione combinata delle due sezioni determina nel solo 2026 un aumento delle spese finali di oltre 14,6 miliardi, frutto di una manovra che, sotto il profilo contabile, comporta maggiori spese per circa 5,5 miliardi e, sul piano normativo, ulteriori 9,1 miliardi .
Entrate, misure fiscali e contrasto all’evasione
Sul versante delle entrate, il 2026 registra un incremento di circa 10,5 miliardi, sostenuto da una crescita delle entrate extratributarie – poco più di 9,3 miliardi – e da un contributo più contenuto, pari a 1,1 miliardi, delle entrate tributarie. Le misure fiscali includono interventi sul prelievo delle persone fisiche, incentivi al lavoro dipendente tramite imposte sostitutive ridotte, revisione del regime dei dividendi, proroghe e aggiornamenti relativi ai bonus edilizi, oltre a una serie di disposizioni che interessano imprese e professionisti, dalla regolazione delle locazioni brevi fino alla disciplina delle criptovalute. Parallelamente, vengono potenziate le strategie di contrasto all’evasione e alle compensazioni indebite, con un ampliamento del patrimonio informativo dell’amministrazione finanziaria e interventi sulle accise, sulle imposte indirette e sulle tassazioni settoriali.
Lavoro, welfare e sistema previdenziale nella manovra
Un asse importante della legge riguarda il lavoro e la protezione sociale: vengono prorogati e rifinanziati gli ammortizzatori, introdotti incentivi mirati all’occupazione femminile e ai contratti stabili, rafforzati gli strumenti di sostegno alle famiglie con figli e aggiornati i parametri dell’ISEE per intercettare meglio le situazioni di bisogno. Sul fronte previdenziale si interviene sui requisiti pensionistici di alcune categorie, si incentivano la permanenza in attività e l’adesione alla previdenza complementare, mentre per i pensionati più fragili sono previste maggiorazioni dedicate.
Investimenti pubblici, priorità di spesa e prospettive del triennio
Sul piano degli investimenti pubblici, la manovra dispone rifinanziamenti selettivi per più di 8 miliardi e definanziamenti per circa 2,4 miliardi, con riprogrammazioni pluriennali che spostano una parte degli oneri agli anni successivi. La ripartizione per missioni consolida le priorità del triennio: infrastrutture, energia, istruzione, difesa, sostegno alle imprese e coesione sociale. L’insieme delle previsioni fornisce così un bilancio che, pur in un quadro macroeconomico complesso, tende a bilanciare esigenze di sostegno immediato e interventi orientati a una maggiore stabilità, mantenendo un profilo di spesa coerente con gli obiettivi programmatici e con i margini di finanza pubblica disponibili.