Gianluigi Greco alla Banca d’Italia, la leadership nell’era dell’intelligenza artificiale al centro della lectio magistralis
Il rettore dell’Università della Calabria protagonista del programma “Visioni di leadership” davanti a ottocento dirigenti dell’Istituto. Al centro del confronto le sfide che l’IA pone alle istituzioni e alla governance pubblica.
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo modelli organizzativi, processi decisionali e competenze professionali. In questo scenario, la Banca d’Italia ha scelto di affidare a Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria e ordinario di Informatica, una riflessione sul futuro della leadership nelle istituzioni.
L’occasione è stata il programma formativo “Visioni di leadership”, un ciclo di nove incontri promosso dall’Istituto per offrire ai propri quadri dirigenziali il contributo di personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali. Tra imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e accademici, figura anche il rettore dell’Unical, considerato una delle voci più autorevoli del panorama nazionale sui temi dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale.
Leadership, ascolto e responsabilità nell’epoca dell’IA
Davanti a una platea composta da circa ottocento tra capi e dirigenti della Banca d’Italia, oltre a rappresentanti della Presidenza della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Senato, Greco ha tenuto una lectio magistralis incentrata sul concetto di leadership come capacità di relazione, ascolto e comprensione della complessità.
L’intervento ha posto l’attenzione sulle nuove sfide che i leader saranno chiamati ad affrontare in un contesto sempre più influenzato dall’evoluzione tecnologica. Secondo la prospettiva proposta dal rettore dell’Università della Calabria, l’avanzata dell’intelligenza artificiale richiede non soltanto competenze tecniche, ma anche una forte capacità di governo dei cambiamenti sociali, economici e istituzionali che essa produce.
A seguire è intervenuta Valeria Sandei, amministratrice delegata di Almawave e Director of Global Artificial Intelligence del Gruppo AlmavivA, che ha portato la testimonianza del mondo imprenditoriale e delle aziende impegnate nello sviluppo e nell’applicazione delle tecnologie basate sui dati.
Il Piano Strategico della Banca d’Italia guarda all’innovazione
La riflessione si inserisce nel quadro delineato dal Piano Strategico 2026-2028 della Banca d’Italia, approvato nei mesi scorsi e firmato dal Governatore Fabio Panetta. Il documento individua nell’adozione dell’intelligenza artificiale una delle principali priorità per il prossimo triennio, con l’obiettivo di rendere più efficienti i processi decisionali, migliorare la qualità dei servizi istituzionali e rafforzare la gestione dei rischi.
Parallelamente, il Piano evidenzia la necessità di investire nelle competenze umane, puntando sulla formazione e sull’attrazione di nuove professionalità. Un cambiamento sottolineato anche dal segretario generale della Banca d’Italia, Massimo Doria, che ha evidenziato l’esigenza di integrare ai tradizionali profili economici e giuridici nuove figure specializzate, dai data scientist agli esperti di comunicazione, fino agli psicologi.
L’etica dell’intelligenza artificiale come sfida per le istituzioni
Tra i temi affrontati emerge anche quello dell’uso etico e responsabile dell’IA, insieme alle implicazioni strategiche legate alla dipendenza tecnologica da fornitori esterni all’Europa. Questioni che, secondo la visione condivisa durante l’incontro, richiedono capacità di indirizzo politico e istituzionale oltre che competenze scientifiche.
In questo contesto si colloca il ruolo di Gianluigi Greco, impegnato da anni nel dibattito nazionale sull’intelligenza artificiale e riconosciuto come uno dei principali interpreti della necessità di coniugare innovazione, responsabilità pubblica e sviluppo delle competenze. Una presenza che conferma il contributo dell’Università della Calabria nel confronto sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro delle istituzioni e della società.