Sequestrato il Centro antiviolenza Margherita a Reggio Calabria
Il provvedimento della Procura dopo l’indagine su un presunto rapimento ritenuto falso
La Squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito il sequestro preventivo dell’associazione Odv Centro Antiviolenza Margherita e degli immobili utilizzati per le attività, situati tra la città dello Stretto e la provincia di Avellino. Il provvedimento, disposto dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Giuseppe Borrelli, nasce dagli sviluppi di un’indagine su un presunto rapimento denunciato il 21 marzo 2024 dalla legale rappresentante dell’associazione, Tiziana Iaria.
Il racconto del rapimento e la conferenza stampa
Secondo la versione fornita inizialmente, la donna avrebbe riferito di essere stata sequestrata da ignoti dopo il rientro a casa, stordita e condotta in un luogo sconosciuto, per poi essere riaccompagnata a Reggio Calabria il giorno successivo. Nei giorni seguenti, Iaria aveva anche convocato una conferenza stampa, raccontando ai giornalisti dettagli dell’episodio e indicando il coinvolgimento di una donna con un bambino e di due uomini che l’avrebbero trattenuta in una stanza priva di finestre prima di rilasciarla.
Le indagini e le accuse contestate
La ricostruzione degli investigatori ha però messo in discussione l’intero racconto. In particolare, è stato analizzato un messaggio inviato al marito da un profilo Facebook anonimo, con cui il mittente lo rassicurava sul rientro della moglie. Dall’esame dei tabulati telematici emergerebbe l’ipotesi che il messaggio sia stato inviato dalla stessa Iaria. Alla luce degli elementi raccolti, la donna risulta indagata per false informazioni al pubblico ministero, simulazione di reato, calunnia ed esercizio abusivo della professione di psicologa. Nel corso delle indagini sarebbero infatti emersi episodi in cui avrebbe svolto attività psicologiche senza titolo, arrivando in alcuni casi anche a prescrivere farmaci a donne che si rivolgevano al centro.