​Un blitz di vaste dimensioni orchestrato dalla Polizia di Stato ha cinto d'assedio i principali centri di aggregazione e i punti caldi della movida in ben 44 province italiane. L'operazione straordinaria, nata per contrastare in modo capillare il fenomeno della criminalità giovanile e delle gang territoriali, è stata minuziosamente coordinata dal Servizio Centrale Operativo. Gli uomini delle Squadre Mobili, affiancati dagli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e da diversi altri reparti specializzati, hanno passato al setaccio stazioni ferroviarie, centri commerciali, sale giochi e giardini pubblici. Un'azione ad ampio raggio che ha portato a verificare le posizioni di quasi 190mila persone, registrando una rilevante presenza di minori tra i soggetti identificati nelle aree a maggior rischio.

​Il bilancio dell'operazione tra arresti, denunce e sanzioni

​I numeri complessivi dell'attività investigativa e di controllo delineano l'impatto straordinario dell'intervento sul territorio. Più di cinquecento persone sono finite in manette, compresi diverse decine di minorenni, mentre sfiora la quota di mille il totale dei soggetti deferiti a piede libero all'autorità giudiziaria. Contestualmente ai provvedimenti giudiziari, i controlli condotti su centinaia di esercizi commerciali, strutture ricettive ed edifici hanno consentito di elevare oltre cinquecento sanzioni amministrative, correlate in modo particolare alla somministrazione illegale di alcolici a clienti minorenni e all'uso personale di sostanze illecite.

​Armi, droga e web: i sequestri delle forze dell'ordine

​Nel corso delle numerose perquisizioni, gli agenti hanno scoperto e posto sotto sequestro un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, superando i sette quintali complessivi tra hashish, marijuana, cocaina, ketamina e farmaci ad uso psicotropo. Impressionante anche il materiale bellico e improprio sottratto alla strada: decine di armi da fuoco dotate di munizioni, numerose armi bianche e svariati oggetti atti ad offendere, tra cui storditori elettrici, spray al peperoncino e bastoni telescopici. Oltre al recupero di refurtiva e centinaia di migliaia di euro in contanti, l'attenzione degli investigatori si è estesa anche alla rete, portando all'individuazione di quasi mille profili sui social network dediti alla propaganda dell'odio e all'esaltazione della violenza.