Deposta una corona di fiori ad Amedolara
Deposta una corona di fiori ad Amedolara

Una corona di fiori nel luogo della tragedia, come segno di memoria, dolore e responsabilità. È iniziata così la giornata promossa dalla Conferenza episcopale calabra in ricordo dei quattro braccianti morti nella strage avvenuta lo scorso 1 giugno lungo la Strada Statale 106 ad Amendolara.

La deposizione della corona si è svolta questa mattina presso la stazione di servizio Ip, il luogo in cui Amin Fazal Khojani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad e Waseem Khan sono stati arsi vivi. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, pensato per ricordare le vittime e richiamare l’attenzione sulla dignità del lavoro e sulla condizione di tanti lavoratori fragili.

Savino: «Non bastano aggettivi per qualificare quanto accaduto»

A spiegare il senso dell’iniziativa è stato il vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, che ha parlato della necessità di recuperare «speranza e fiducia» proprio nel luogo in cui si è consumato un fatto per il quale «non bastano aggettivi a qualificarlo».

La presenza della Chiesa calabrese ha voluto rappresentare un segno concreto di vicinanza, ma anche un richiamo forte alla comunità civile e istituzionale. Il ricordo delle vittime diventa così occasione per riflettere sulle condizioni del lavoro, sulla sicurezza, sullo sfruttamento e sulla tutela della persona.

Alberti: «Un segno di grande forza»

«Il nostro gesto è di una grandissima semplicità ma vorrebbe porre un segno di grande forza», ha dichiarato monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e delegato della Conferenza episcopale calabra per i Problemi sociali, la Giustizia e la Pace.

«Non tante parole, ma una presenza significativa, qualificata, di responsabilità, impegno, che si esprime attraverso un gesto fatto anzitutto di silenzio e di preghiera», ha aggiunto il presule.

Dopo la deposizione della corona di fiori, si è svolto un momento di raccoglimento e preghiera in memoria dei quattro braccianti. Un silenzio carico di significato, nel luogo in cui la violenza ha spezzato vite e lasciato una ferita profonda nel territorio.

Presenti istituzioni e comunità locale

Alla commemorazione hanno preso parte, tra gli altri, la prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e la sindaca di Amendolara, Maria Rita Acciardi.

La loro presenza ha sottolineato il valore istituzionale e comunitario dell’iniziativa, che non si limita al ricordo delle vittime, ma richiama alla necessità di un impegno condiviso per impedire che tragedie simili possano ripetersi.

Tavola rotonda sul lavoro dignitoso e sicuro

La giornata di mobilitazione prosegue nella parrocchia Madonna della Salute, ad Amendolara Marina, con una tavola rotonda dedicata al tema del lavoro libero, dignitoso e sicuro.

Un momento di confronto che intende allargare la riflessione dalla tragedia alla responsabilità collettiva. La memoria dei quattro braccianti diventa così un appello alla giustizia, alla tutela dei lavoratori e alla costruzione di condizioni di vita e di lavoro più umane.

La corona deposta sulla Statale 106 resta il simbolo di una ferita ancora aperta, ma anche della volontà di non voltarsi dall’altra parte. Un gesto di preghiera e presenza, per restituire dignità alle vittime e chiedere che il dolore si trasformi in impegno concreto.