La sosta selvaggia come malsana abitudine cittadina
Quella della sosta selvaggia è un’abitudine difficile da spiegare e ancora più difficile da accettare. Fra ostacoli da superare, norme stradali non rispettate e senso civico assente
Nella città di Cosenza c’è un andazzo che, con il passare del tempo, sembra essersi trasformato in un’abitudine consolidata. Un’abitudine difficile da spiegare e ancora più difficile da accettare: quella di parcheggiare in maniera selvaggia, senza un apparente nesso logico e, soprattutto, senza considerare le conseguenze che determinate soste possono avere sulla circolazione e sulla sicurezza.
Non si tratta soltanto della solita automobile lasciata in doppia fila o della sosta fatta “per pochi minuti”. Il problema diventa ancora più delicato quando questo comportamento si verifica nelle immediate vicinanze di una sede operativa dei Vigili del Fuoco.
È quanto accade, quotidianamente, lungo Viale della Repubblica, nei pressi del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Cosenza. Una zona nella quale il traffico è sostenuto e dove gli spazi destinati alla circolazione dei mezzi di soccorso dovrebbero essere considerat una priorità.
Davanti al Comando, auto in sosta e spazi sempre più stretti
Il punto è proprio questo: cosa accade quando un’automobile viene lasciata in maniera tale da ridurre lo spazio necessario al passaggio dei mezzi dei Vigili del Fuoco?
Le immagini e le segnalazioni che arrivano dalla zona raccontano una situazione che merita attenzione. Automobili parcheggiate negli spazi adiacenti alla sede, soste che possono restringere la carreggiata e una viabilità che, soprattutto nelle ore di maggiore traffico, rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo per chi deve uscire rapidamente dal Comando.
Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, infatti, non è un normale edificio pubblico. È una struttura operativa dalla quale partono quotidianamente mezzi destinati agli interventi di emergenza. Ed è proprio questa funzione a rendere la questione particolarmente delicata.
Il problema non è il parcheggio. È ciò che può accadere durante un’emergenza
Il tema, dunque, non può essere ridotto alla semplice guerra quotidiana per trovare un posto auto.
Qui c’è una questione diversa.
Quando un mezzo dei Vigili del Fuoco deve uscire dal Comando per raggiungere un luogo nel quale qualcuno potrebbe avere bisogno di soccorso, ogni ostacolo sulla strada assume un peso completamente diverso.
Via Roma, una criticità che amplifica il problema
La situazione diventa ancora più esasperata se si guarda alle criticità della viabilità su via Roma, soprattutto nelle prime ore della mattina, quando l’ingresso degli alunni nelle scuole determina un ulteriore aumento del traffico e dei flussi veicolari. In questo contesto, anche i mezzi di soccorso possono incontrare difficoltà negli spostamenti: ambulanze e mezzi dei Vigili del Fuoco, nonostante la presenza di una corsia destinata al loro passaggio, si trovano infatti a dover fare i conti con auto che occupano quegli spazi, sia nelle ore mattutine sia nel pomeriggio.
E allora arrivano le domande dei cittadini
È qui che nasce la questione che merita una risposta chiara da parte delle istituzioni.
Perché quelle automobili nell’area limitrofa al Comando vengono lasciate regolarmente in quell’area?
È consentito parcheggiare in quei punti?
Esistono autorizzazioni specifiche?
Perché le corsie preferenziali su via Roma sono puntualmente occupate?
Sono domande semplici, ma tutt’altro che irrilevanti. Perché se una determinata sosta è consentita, sarebbe utile che fosse chiaramente spiegato ai cittadini per quale ragione e sulla base di quale regolamentazione.
Se invece non è consentita, allora la domanda successiva diventa inevitabile: perché una situazione del genere continua a ripetersi?
La passività delle istituzioni è forse l’aspetto più difficile da comprendere
Ciò che maggiormente lascia perplessi non è soltanto la presenza delle automobili. È la sensazione di una situazione che, proprio perché si ripete nel tempo, rischia di essere considerata normale.
Il Comune, la Polizia Locale e gli altri soggetti competenti dovrebbero chiarire una volta per tutte come sia regolamentata quell’area e quali siano gli eventuali divieti o limiti alla sosta. Non servono necessariamente grandi rivoluzioni.
A volte basterebbe una segnaletica chiara, una delimitazione degli spazi, controlli mirati e soprattutto una precisa assunzione di responsabilità da parte di chi ha il compito di governare la mobilità cittadina.
Prima che accada qualcosa, sarebbe meglio fare chiarezza
La domanda finale è forse la più semplice. Bisogna aspettare che accada qualcosa per occuparsi seriamente della questione? Probabilmente no.
Perché il principio dovrebbe essere esattamente l’opposto: nelle aree interessate dal passaggio dei mezzi di soccorso bisogna intervenire prima che un ostacolo possa trasformarsi in un problema.
Proprio per questo sarebbe opportuno che il Comune di Cosenza facesse chiarezza sulla situazione, in quanto, una città moderna non si misura soltanto dalla capacità di costruire nuove strade o nuove rotatorie. Si misura anche dalla capacità di far rispettare quelle poche regole che servono a tutelare tutti.
E davanti a una caserma dei Vigili del Fuoco, una di queste regole dovrebbe essere semplicemente il buon senso.