Un presunto topo negli spinaci della mensa Unical: la foto circola su WhatsApp, Vivenda contesta l’autenticità
L'immagine, accompagnata da un messaggio rivolto agli studenti dell'Università della Calabria, sta suscitando preoccupazione. L'azienda Vivenda sostiene che la fotografia sia stata modificata con l'intelligenza artificiale e annuncia azioni legali

Una fotografia che sembrerebbe mostrare un topo all'interno di una porzione di spinaci sta circolando attraverso WhatsApp, accompagnata da un messaggio che fa riferimento a una delle mense dell'Università della Calabria. L'immagine ritrae un contenitore trasparente con delle verdure cotte, tra le quali si distingue quella che appare come la sagoma di un piccolo roditore. Una circostanza che, qualora fosse confermata, solleverebbe interrogativi sulle condizioni igienico-sanitarie del servizio di ristorazione universitaria. Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire se la fotografia documenti un episodio realmente accaduto all'interno della mensa. Nel messaggio che accompagna lo scatto si parla di una segnalazione relativa al presunto ritrovamento di un topo negli spinaci serviti agli studenti. Chi scrive, presentandosi come rappresentante, assicura che la questione sarà portata all'attenzione dei responsabili affinché vengano effettuate le verifiche necessarie e garantite le condizioni di sicurezza e igiene.
La posizione di Vivenda: «Foto modificata con l'intelligenza artificiale»
Sulla vicenda interviene anche Vivenda, l'azienda che gestisce il servizio di ristorazione interessato dalla segnalazione. Secondo quanto riferito, la società contesta l'autenticità dell'immagine, sostenendo che sarebbe stata modificata attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Vivenda avrebbe inoltre annunciato l'intenzione di procedere per vie legali contro chi dovesse continuare a sostenere l'autenticità della fotografia. Una posizione netta, che introduce un ulteriore elemento nella vicenda: quello della possibile manipolazione digitale di un'immagine associata a un servizio pubblico frequentato quotidianamente da numerosi studenti. Le affermazioni dell'azienda, tuttavia, non costituiscono di per sé una prova tecnica della contraffazione dello scatto, così come la diffusione della fotografia non dimostra che il presunto ritrovamento sia realmente avvenuto.
Nessuna certezza sull'autenticità, necessarie verifiche
La questione resta dunque aperta. Non risultano al momento disponibili elementi indipendenti sufficienti per accertare se l'immagine sia originale, manipolata digitalmente oppure realizzata in un contesto diverso da quello indicato nel messaggio. La circolazione attraverso WhatsApp, inoltre, può comportare una perdita di informazioni tecniche utili a ricostruire l'origine del file. Per chiarire l'accaduto sarebbe necessario acquisire la fotografia originale, verificare la provenienza della segnalazione e accertare se siano state effettuate comunicazioni agli organismi competenti in materia di sicurezza alimentare. Nel frattempo, la vicenda richiama l'attenzione su due aspetti distinti: da una parte, la necessità di garantire standard igienico-sanitari adeguati nelle mense universitarie; dall'altra, l'importanza di verificare l'autenticità delle immagini prima di attribuire responsabilità. Fino all'emergere di riscontri oggettivi, il presunto ritrovamento del roditore resta una segnalazione non verificata e la tesi della manipolazione con intelligenza artificiale una contestazione avanzata dall'azienda.