Rivolgersi a uno psicologo o a una figura specializzata non significa soltanto intervenire quando un disagio è già evidente, ma può rappresentare uno strumento fondamentale di prevenzione, soprattutto nella vita familiare. È questo il principio alla base di Time to Care-Family Care, il progetto avviato dall’Ambito territoriale sociale n. 2, con capofila Rende, e finanziato con le risorse dell’Annualità 2021 del Fondo Politiche della Famiglia.

L’iniziativa è stata presentata la mattina dell’8 luglio nel Salone di Rappresentanza del Municipio di Rende, nel corso di una conferenza partecipata. All’incontro hanno preso parte l’assessore al Welfare del Comune di Rende, Daniela Ielasi, il sociologo dell’Ats 2 Davide Franceschiello, la dirigente del Settore Welfare del Comune di Rende Adele Sauro e il sindaco di Castiglione Cosentino Salvatore Magarò.

Consulenze gratuite per ascolto, educazione e relazioni

Il progetto offre alle famiglie residenti nei Comuni dell’Ats 2 la possibilità di accedere a consulenze gratuite e momenti di confronto con specialisti, con l’obiettivo di gestire in modo più consapevole i rapporti familiari, affettivi, emotivi ed educativi. Durante la presentazione sono emerse anche le testimonianze di alcuni genitori, che hanno manifestato fiducia nel percorso e nel valore di un sostegno professionale vicino ai bisogni quotidiani delle famiglie.

L’assessore Daniela Ielasi ha evidenziato come questa esigenza sia oggi particolarmente forte, in una fase in cui la famiglia tradizionale ha subito profonde trasformazioni e le vecchie reti di assistenza parentale sono sempre meno presenti. Famiglie allargate, nuclei monogenitoriali e nuove fragilità richiedono strumenti capaci di comprendere i cambiamenti sociali e accompagnare genitori e figli con competenza.

Il welfare di prossimità parte dai territori

Secondo l’assessore Ielasi, anche una semplice consulenza può aiutare a leggere meglio una situazione familiare, a migliorare la comunicazione interna e, in alcuni casi, a far emergere problemi che, se trascurati, rischiano di trasformarsi in disagi più profondi. In questo quadro, Comuni ed enti territoriali assumono un ruolo sempre più centrale nelle politiche di prossimità, soprattutto in una fase di crisi del welfare universale e dello Stato sociale.

Le attività si svolgeranno nei locali del Centro per la Famiglia di Quattromiglia. Al momento hanno aderito dieci famiglie, che saranno seguite da quattro specialisti: due psicologi e due educatori. Il percorso, aperto anche ad altri nuclei familiari interessati, prenderà il via il 9 luglio, con l’obiettivo di costruire uno spazio stabile di ascolto, prevenzione e supporto concreto alla genitorialità.